Le alternative all’olio di oliva

Sebbene l’olio di oliva sia il condimento per eccellenza, esistono varie alternative sulle quali puntare nel caso in cui non s’intenda insaporire una pietanza con quello che è il pilastro della dieta mediterranea. Esistono innanzitutto altre varietà di oli meno note ma ugualmente efficaci e usate, nelle altre culture, alla stregua di come quello extravergine d’oliva viene impiegato in Italia e dintorni.

Una di queste varietà è l’olio di semi di zucca, particolarmente diffuso in Austria e in Germania. Questo olio ha un sapore molto intenso e particolare ed è ottimo per condire zuppe fredde e calde. Come quello evo, vanta diverse proprietà: tiene a bada il livello di colesterolo nel sangue, previene le infiammazioni e placa i sintomi tipici della menopausa.

È forse meno noto ma ugualmente valido l’olio di vinaccioli. Per chi non lo sapesse, i vinaccioli sarebbero i semini contenuti all’interno dei chicchi d’uva, ricchi di Omega-6 e di polifenoli. Ha un sapore e una consistenza completamente diversi da quelli che caratterizzano l’olio extravergine d’oliva: l’olio di vinaccioli ha infatti un caratteristico sapore agrodolce che lo rende unico nel suo genere e che è perfetto, in quanto tale, per dare un tocco di dolcezza a pietanze quali carne e pesce. Tanto più che è antiossidante e che è utile per ridurre il tasso di colesterolo ematico.

La terza possibile alternativa all’olio extravergine d’oliva è data dall‘olio di semi di sesamo, spesso utilizzato per friggere perché più economico di quello evo. Per la verità, anche se non tutti lo fanno, può essere tranquillamente utilizzato anche a crudo. Ha un sapore intenso e gustoso ed è talmente concentrato che ne basta veramente una goccia per rendere appetitosissima anche la pietanza più sciapa. Diffusissimo in Asia, sta prendendo piede in Europa perché si è scoperto essere ottimo per l’organismo: è ricco di minerali e migliora la pressione sanguigna, oltre a contribuire all’eliminazione delle tossine dal fegato.

Vale la pena citare, ancora, l’olio di pistacchio, ancora quasi del tutto sconosciuto. Si tratta, anche in questo caso, di una validissima alternativa al classico olio extravergine d’oliva tipico della dieta mediterranea. Attenzione però: com’è giusto che sia ha un forte retrogusto di pistacchio, ragion per cui va usato con il contagocce e solo per condire determinati piatti. Va bene per i piatti freddi e per le insalate ma potrebbe rovinare, di contro, il sapore della pasta o della carne.

Valo lo stesso discorso per l’olio di noce, che usato a crudo dà una carica di sapore in più ad ogni pietanza. Si usa molto alle pendici delle Alpi, laddove il consumo di formaggi e similari è abbondante, ed è un ottimo condimento per la celebre tartare di carne tanto in voga in queste zone montane.

L’importanza dell’olio extravergine nella cucina

L’olio extravergine d’oliva può essere considerato a tutti gli effetti il pilastro sul quale si regge la dieta mediterranea, il regime alimentare più famoso al mondo. Gli italiani, in particolar modo, non riescono proprio a farne a meno. Il che è un bene, se si considera che oltre ad insaporire le pietanze per le quali viene usato come condimento possiede anche innumerevoli proprietà nutritive che sono un toccasana per l’organismo. Non è un caso, tra l’altro, che la dieta mediterranea sia considerata come una sorta di passaporto per una vita longeva.

L’olio extravergine d’oliva ne è il fondamento perché a livello nutrizionale è una fonte di lipidi che non ha uguali. Anche solo usato a crudo, è in grado di dare al corpo tutta l’energia di cui necessita per svolgere le normali funzioni vitali e quotidiane. Scegliere un olio evo di buona qualità significa perciò prendersi cura del proprio organismo e assicurargli solo il meglio. Gli acidi grassi monoinsaturi in esso contenuti sono altamente digeribili e permettono di mantenere il corretto equilibro tra colesterolo buono e colesterolo cattivo.

Il carico di vitamine di cui è provvisto permette, invece, di assimilare correttamente tutte le sostanze contenute all’interno dei cibi che siamo soliti consumare. Eliminarlo completamente dal proprio regime dietetico, nella convinzione che faccia ingrassare e basta, sarebbe dunque un gravissimo errore. A dirlo sono soprattutto dietologi e nutrizionisti, che al momento di prescrivere una dieta sana ed equilibrata ad un paziente non eliminano mai  l’olio extravergine d’oliva. Raccomandano semplicemente di usarlo in quantità moderate e a crudo, per condirvi la pasta, i sughi, le verdure e i legumi che sono ammessi dal regime dietetico. Un’ulteriore prova, quindi, a dimostrazione del fatto che l’olio extravergine d’oliva è un vero e proprio toccasana e che privarsene sarebbe inutile oltre che estremamente nocivo per l’organismo.

Le calorie dell’olio extravergine di oliva

L’olio extravergine di oliva è un condimento che è oramai diventato irrinunciabile. Essendo in grado d’insaporire praticamente qualunque pietanza, perfino quelle meno gustose, viene utilizzato nelle più svariate preparazioni: dall’antipasto al secondo, passando per il primo e ovviamente per il contorno, ma anche nel dessert. Sì, perché la sua particolare fluidità è in grado di rendere soffice qualunque dolce e di conferirgli la consistenza che ci si aspetta da esso.

Non resta che capire, a questo punto, quale sia l’apporto calorico dell’olio extravergine di oliva. È opinione generale che faccia ingrassare, ma non è esattamente così. Posto che il suo utilizzo non debba essere indiscriminato, è bene sottolineare che 100 gr di olio extravergine di oliva crudo possiedono 884 calorie. Detto così sembrerebbe un’enormità, soprattutto se si considera che stiamo parlando di un condimento e non di un alimento vero e proprio, ma è doveroso specificare che i grassi in esso contenuti sono in grado di apportare innumerevoli benefici all’organismo.

Un discorso a parte va fatto, come noto, nel caso in cui si debba calcolare l’apporto calorico di un alimento fritto nell’olio: basti pensare che in tal caso le calorie di una pietanza possono addirittura quintuplicarsi. Meglio condire gli alimenti a crudo allora, così da essere certi di godere solo ed esclusivamente degli aspetti benefici dell’olio extravergine di oliva.