L’olio d’oliva contro l’obesità

Gli effetti benefici dell’olio di oliva sono noti da tempo ed è per questo che viene ritenuto un elemento così importante della nostra alimentazione.
 
Recentemente è stato scoperto che può aiutare anche a prevenire l’obesità. Gli scienziati della University of Wollongong hanno infatti scoperto che un farmaco derivato da una sostanza chimica trovata nell’olio d’oliva sembra impedire o limitare la condizione di obesità nei topi che sono stati oggetto di esperimento.
 
Due gruppi di topi sono stati alimentati con una dieta povera di grassi e una dieta ricca di grassi per 21 settimane, somministrando a una parte del secondo gruppo anche questo nuovo farmaco.
 
I topi alimentati con la dieta grassa che non avevano assunto il farmaco hanno terminato l’esperimento pesando quasi il doppio rispetto agli altri, e questi topi pesavano più o meno come quelli alimentati con una dieta a basso contenuto di grassi.
 
La scoperta, che è stata pubblicata in riviste mediche tra cui Molecular and Cellular Endocrinology, e poi riportata dallo scrittore motivazionale Robert Ledward, potrebbe portare a nuovi trattamenti per i pazienti obesi e contrastare gli effetti dei farmaci anti-psicotici che causano spesso un aumento di peso.

L’olio falsificato

Se la scelta di un buon olio extravergine passa dall’etichetta e dal gusto personale, è anche vero che proprio dall’etichetta possono arrivare spiacevoli sorprese. È sempre più frequente, infatti, incappare in quella che è stata ribattezzata dalla cronaca come la truffa dell’olio extravergine contraffatto.

Si tratta di olio dichiarato, in bottiglia, come extravergine di oliva, spesso accompagnato, in etichetta, da diciture come “biologico” o “da olive italiane” e venduto ad un prezzo molto più economico di quello originale.

Al momento dell’acquisto, colore e densità possono trarre facilmente in inganno perché sembra effettivamente un olio extravergine di oliva tradizionale.

La truffa si scopre quando, al momento dell’utilizzo, lo si assaggia a crudo o lo si usa come condimento in cucina, perché dell’olio d’oliva da tutti conosciuto ha solo l’aspetto, ma non di certo il profumo o il sapore. Si tratta, molto più banalmente, di oli di semi addizionati con sostanze come betacarotene e clorofilla. Queste sono in grado di donare, al più chiaro olio di semi, la consistenza e la colorazione dell’olio di oliva extravergine, ma non possono cambiarne il sapore e le proprietà dell’olio d’origine. E se le aggiunte di sostanze non sono né cancerogene, né nocive per chi le ingerisce e cade nella trappola della falsificazione, di certo non è piacevole scoprire di essere stati truffati.

Ma c’è anche un altro modo per falsificare l’olio extravergine di oliva che è, spesso, più difficile da individuare e che, anche in questo caso, parte proprio dalle dichiarazioni ingannevoli che si trovano sulle etichette. Può capitare, infatti, che venga spacciato come “extravergine“, un semplice olio d’oliva. In questi casi, individuare la frode e segnalarla è più difficile perché, anche se ci sono delle differenze tra le due tipologie di olio d’oliva, non sono così evidenti e riconoscibili. In questi casi, un indicatore plausibile è sicuramente il prezzo che, per gli oli extravergine di oliva è di solito “unico” per molte case produttrici.

Grazie alla collaborazione delle autorità competenti, i giri fraudolenti che mettono in commercio Olio extravergine falsificato, vengono spesso bloccati sul nascere e questo è, sicuramente, la maggiore tutela che il consumatore ha di fronte a queste frodi.