Come funziona un frantoio

Il primo passo nella produzione dell’olio è la raccolta delle olive, la cui maturazione avviene dall’autunno (varietà precoci) all’inverno (varietà tardive). La raccolta deve essere fatta proprio nel momento esatto in base al tipo di oliva, poiché man mano che la maturazione procede diminuisce il contenuto in acqua ed aumenta la percentuale di olio, con implicazioni importanti sulla sua qualità.

I metodi di raccolta sono vari e dipendono dalla scelta effettuata dagli agricoltori a seconda della varietà di pianta. Fra questi vi sono la caduta spontanea, la scrollatura, la pettinatura e la bracatura manuale.

Nel momento in cui le olive arrivano al frantoio, devono essere sottoposte ad una prima fase di lavorazione che consiste nella loro pulitura, per eliminare rami e foglie ancora presenti dopo la raccolta; poi le olive sono sottoposte a lavaggio in appositi macchinari per pulirle completamente dalla terra e da altre impurità che potrebbero compromettere la qualità dell’olio. Questo passaggio è fatto con la sola acqua, che deve essere rigorosamente potabile.

Dopo queste azioni preliminari le olive sono pronte per i passaggi successivi che sono: frangitura, gramolatura, estrazione e filtrazione. Si tratta di un metodo di produzione che, a differenza di altri, non ha mai subito sostanziali cambiamenti nel corso dei secoli: così l’olio veniva prodotto nell’antica Grecia così viene prodotto oggi.

Durante la prima fase, la frangitura, le olive vengono ridotte in una poltiglia grossolana che comprende buccia, polpa e nocciolo. Per farlo vengono usati sia metodi tradizionali, con molazze a macine di pietra, sia metodi più moderni con appositi macchinari più facili da pulire e più veloci nel frantumare le olive. La cosa importante è che questo processo avvenga nel minor tempo possibile per evitare che la pasta di olive resti troppo a contatto con l’ossigeno.

Si passa, poi, alla gramolatura (dal nome della macchina, gramola) che prevede un continuo e lento mescolamento della pasta per separare l’olio dall’acqua creando così gocce di olio di dimensioni sempre maggiori, per favorire l’estrazione successiva. È un passaggio delicato durante il quale è necessario controllare sia la quantità di ossigeno che entra a contatto con le olive, sia la temperatura, che deve restare entro i 30° per non compromettere la qualità dell’olio.

Dopo la gramolatura si passa all’estrazione vera e propria, nel corso della quale vengono separate acqua, mosto e sansa. Alla fine l’olio ottenuto è commestibile ma appare non limpido per la presenza di una serie di sostanze come residui di polpa, mucillagine e acqua. Per renderlo limpido deve essere sottoposto a decantazione durante la quale le impurità si depositano sul fondo; per rendere più veloce questo passaggio si può anche procedere con un filtraggio.

L’olio extravergine di oliva siciliano

Gran parte del territorio della Sicilia si identifica con grandi estensioni di uliveti; è la tradizione stessa di questa terra e di questa gente, da secoli legata visceralmente alla produzione di olio extravergine d’oliva, tant’è che non è davvero compito facile individuare quale sia il migliore e quale zona di provenienza debba avere la palma d’oro dell’eccellenza.

Le cultivar più importanti che si ritrovano nelle campagne siciliane sono più di 30, alle quali poi vanno aggiunte altre minori. Fra le autoctone vi sono la Tonda Iblea, tipica appunto della zona dei Monti Iblei che può crescere fino a 600 metri di altitudine, la Nerba, molto resistente ai parassiti e dalla quale si ricava un olio a bassa acidità, l’Aitana (presente un po’ ovunque), la Calatina e la Cavalieri, tipiche di Catania e Caltagirone ed usate solo per la produzione di olio, la Moresca e la Nocellara del Belice, diffusa nel trapanese e ad Agrigento, ideale per un olio a bassa acidità. A queste vanno aggiunte altre specie utilizzate per oli monovarietali ovvero realizzati in purezza da una sola cultivar: fra queste vi sono la Murtiddara, il Brandofino e la Mandanici.

Concludiamo questa carrellata con due tipologie particolarmente adatte alla creazione di blend di elevata qualità: il Crastu ed il Buscionetto. Appare chiaro, quindi, che il panorama siciliano in materia di olio extravergine di oliva è molto variegato potendo contare sia su monocultivar che su assemblaggi che danno vita a prodotti di elevata qualità, spesso protetti anche da denominazione DOP.

Fra le migliori aziende premiate da esperti del settore vi è, ad esempio, quella di Sebastiano Fisicaro Oleificio Galioto, in provincia di Siracusa, che utilizza la varietà Moresca per realizzare un olio monocultivar dalle qualità organolettiche eccezionali. Ma non è certo la sola, perché in Sicilia gli agricoltori si sono davvero rimboccati le maniche, sfidando le condizioni climatiche spesso difficili a causa dei lunghi periodi di siccità ed un terreno non sempre favorevole. Da questo duro lavoro sono nate tante aziende presso le quali trovare un olio di qualità come TuttoTonda di Daniele Miccione, che utilizza la tipica Tonda Iblea al 100%, il Frantoio Polizzi di Caltanissetta che, grazie ad un tipo di agricoltura biologica, unisce Nocellara, Tonda Iblea e Carolea per un ottimo extravergine; ci sono poi il Tereo DOP del Team 4×4, Donna Anna dell’Azienda Milio di Messina o il Sant’Oliva di Quignones a Licata.

L’olio extravergine di oliva Carli

Fra le aziende italiane più note nella produzione e commercializzazione di Olio Extravergine di Oliva c’è quella dei Fratelli Carli che da circa un secolo lavora con dedizione ed impegno per far conoscere all’Italia ed al mondo le eccellenze della Riviera dei Fiori. Infatti il frantoio dei Fratelli Carli produce, tra gli altri, un olio di elevata qualità tipicamente ligure: l’Extravergine di Oliva DOP Riviera Ligure- Riviera dei Fiori grazie all’utilizzo di olive taggiasche, autoctone della Liguria, che vengono coltivate in loco e lavorate con macchinari moderni che si ispirano alle più antiche tradizioni contadine.

La produzione, inoltre, può contare su varie tipologie di olio EVO, che si adattano ai gusti ed agli utilizzi più diversi. In particolare vi sono l’Olio Extravergine di Oliva Delicato, l’Olio Extravergine di Oliva Fruttato, l’Olio Extravergine di Oliva Bio, l’Olio Extravergine di Oliva Cento per Cento Italiano ed il già citato Extravergine di Oliva DOP Riviera Ligure- Riviera dei Fiori.

Tutte queste varietà sono commercializzate in diversi formati per incontrare le necessità dei consumatori. L’olio EVO Delicato è caratterizzato da un sapore armonioso che, pur esprimendo tutta la sua pienezza si adatta meglio a chi preferisce, per i propri piatti, la morbidezza. L’olio extravergine fruttato è realizzato da una miscela di olive provenienti anche dalla Grecia e dalla Spagna le cui caratteristiche organolettiche conferiscono a questo prodotto un gusto deciso. Chi vuole un olio 100% italiano può scegliere, invece, l’omonima etichetta dei Fratelli Carli che unisce ad un sapore assolutamente forte e deciso, tutto il carattere delle olive italiane. L’azienda, da sempre attenta alla sostenibilità del territorio, ha realizzato una varietà specificatamente Bio, dai sentori di carciofo e pomodoro, nella quale la totale assenza di pesticidi chimici è certificata.

Tutta la gamma dei prodotti Fratelli Carli, può essere ritrovata anche presso gli empori dell’azienda presenti ad Imperia e, fra gli altri, anche a Bologna, Torino, Milano, Varese, Padova e Cuneo. Quello in Liguria, però, sorge proprio dentro l’azienda di produzione per cui è possibile non solo acquistare direttamente i prodotti ma anche partecipare ad una serie di iniziative per conoscere le fasi del ciclo produttivo. Inoltre, periodicamente vengono organizzati corsi di cucina, degustazioni ed attività varie per imparare ad abbinare l’olio al giusto piatto.

Un regalo di Natale originale: l’olio italiano

Se desiderate fare un regalo originale a un vostro caro o a un conoscente, un’ottima idea potrebbe essere quella di scegliere di donare un prodotto alimentare, ma non un articolo qualunque: sempre meglio optare per articoli di qualità, buoni e sani. L’Olio Extravergine di Oliva Italiano potrebbe rivelarsi un’idea vincente. Se acquistato con attenzione esso potrebbe avere delle caratteristiche particolari ed essere quindi un dono pregiato.

L’Olio Extravergine di Oliva fa infatti molto bene al nostro corpo ed alcuni lo hanno definito oro liquido proprio per le sue molteplici proprietà. Esso è infatti un potente anti-ossidante, che aiuta a mantenerci giovani più a lungo, un aiuto per le facoltà mentali, quali la memoria e l’apprendimento, una preziosa fonte di Vitamine e di altre sostanze, un aiuto per chi soffre di stitichezza, un alleato per coloro che hanno problemi di cuore ma anche un alimento utilizzato per prevenire i tumori. Le sue virtù sono molteplici e non possono certo essere trascurate.

Ma quali caratteristiche deve avere un ottimo Olio Extravergine d’Oliva? Esso deve essere contenuto in una bottiglia di vetro, meglio se non trasparente, in modo da aiutarlo a mantenere più a lungo le sue proprietà e le sue caratteristiche organolettiche più rilevanti, potendo apprezzare al meglio l’intensità della sua fragranza e le sue note di gusto fruttate o piccanti.

L’Olio Extravergine di Oliva può essere ampiamente utilizzato all’interno della cucina e proprio per questo può rivelarsi un regalo utile ed originale: esso può essere usato a crudo per insaporire antipasti, insalate, bruschette, carni e pesce, oppure può divenire un eccellente olio da frittura, o ancora può essere impiegato in gustosi soffritti o nella preparazione di dolci al posto del burro. Insomma, ogni amante della buona cucina troverà molteplici modi per utilizzarlo in modo vincente.

Se decidete poi di regalare una o più confezioni di Olio Extravergine di Oliva DOP con origine controllata, la qualità dell’articolo sarà ancora superiore. L’Olio inoltre potrà essere accompagnato ad altri prodotti DOP, per un dono ancora più ricco e completo. Elementi che possono essere aggiunti, magari in un cesto, sono il Caciocavallo Silano, i Salamini Italiani alla Cacciatora, il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale, lo Zafferano dell’Aquila, l’Abbacchio ed il Pecorino Romano e la Mortadella di Bologna solo per fare alcuni esempi.

Ma per chi può essere indicato un regalo del genere? Esso può essere l’idea vincente per tutti gli amanti dei prodotti sani e gustosi, per coloro che sono appassionati di cucina ma anche per gli amanti della qualità. Insomma, l’Olio Extravergine di Oliva italiano, specialmente se DOP, da solo o accompagnato da altri alimenti, può essere davvero un ottimo presente.

Il migliore olio extravergine di oliva ligure

La Liguria, come del resto molte altre regioni italiane, può vantare una lunghissima tradizione nella produzione di olio extravergine di oliva. Ampie testimonianze e documenti, infatti, dimostrano che i liguri conoscevano l’olivo e l’olivastro già duemila anni fa e la colonizzazione da parte dei Romani ha posto, poi, le basi per una coltivazione sistematica in vari territori della regione.

Il suolo ligure, però, non è mai stato facile da coltivare; aspro, spesso roccioso ed a picco sul mare, battuto da venti impetuosi per molti mesi all’anno, ha reso necessario un tipo di coltivazione a terrazzamenti. Eppure è proprio grazie a questa terra ed a questo clima che l’olio extravergine d’oliva ligure presenta delle caratteristiche organolettiche uniche e rappresenta una delle produzioni di punta di questa regione, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo; in quanto tale è protetto dal marchio DOP che riconosce l’appartenenza di questo prodotto alla cultura ed alla tradizione ligure.

Gran parte dell’ olio deriva dalla tipica oliva taggiasca DOP, una cultivar specifica del Ponente Ligure, e precisamente della cittadina di Taggia, da cui prende anche il nome. Essa fu piantata in Liguria ad opera di alcuni monaci che la portarono dalla Francia e qui trovò il suo habitat naturale adattandosi perfettamente alla terra ed al sole ligure. Si tratta di un’oliva dalle piccole dimensioni, scura e dal sapore delicato che produce un olio straordinario.

Dal 2001 l’olio EVO ligure è protetto dal Consorzio di Tutela che ne difende le caratteristiche grazie al marchio DOP. Esso riconosce tre zone di produzione della Liguria: Riviera dei Fiori, Riviera di Ponente Savonese e Riviera di Levante. Ognuno di questi oli presenta caratteristiche distintive ben precise.

La Riviera dei Fiori, riferita in particolare alla zona di Imperia ed alla sua provincia, è legata ad un olio di particolare qualità proveniente da olive taggiasche, la cui percentuale non può essere inferiore al 90%. Fra le aziende di questa zona che producono olio EVO DOP vi sono Il Frantoio, Il Cascin, Damiano SS e l’Azienda Agricola Calzia Emanuele. L’olio della zona del savonese prevede, per la denominazione, un utilizzo di olive taggiasche al 50% e lo si può trovare presso le aziende agricole Sandro Gagliolo, Fabio Morro, Olivicola Canaiella e Sommariva, tutte attente ad una produzione di elevata qualità. Nella Riviera di Levante, infine, la produzione di olio extravergine di oliva avviene con l’utilizzo al 55% delle cultivar Frantoio, Lavagnina, Pignola e Razzola; in questa zona ad est di Genova le migliori aziende produttrici sono l’Aleppo, la Cà Bianca, l’Olio del Bunsanco, la Santa Barbara e la Bilaja.

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Il migliore olio extravergine di oliva biologico

Si sente molto parlare di olio extravergine biologico, ma cosa significa in realtà? Un olio bio è tale solo se proviene da specie autoctone coltivate in totale assenza di pesticidi e concimi e seguendo precise regole di spremitura. Tutto questo, ovviamente deve essere rigorosamente documentato e certificato.

Può essere acquistato nei migliori negozi tradizionali, online o direttamente presso gli agriturismi che lo producono, controllando personalmente l’intera filiera. Per fortuna, in Italia viene posta molta attenzione alla produzione di olio extravergine bio ed è anche per questo che, in un paese nel sud della Sardegna, per la precisione a Villacidro, si trova quello giudicato, già da diversi anni, fra i migliori al mondo, pluri-premiato e richiestissimo dagli chef più importanti. Proviene dall’azienda Masoni Becciu e tecnicamente è considerato un olio monovarietale nero.

Secondo la prestigiosa guida del Gambero Rosso, invece, un altro fra i più apprezzati oli extravergine bio viene prodotto in Umbria, per la precisione a Foligno presso l’azienda Viola che da anni ha adottato delle particolari tecniche di lavorazione che puntano a migliorarne ogni anno la qualità.

Ogni regione italiana, però, ha la sua produzione bio d’eccellenza e questo deve essere considerato un vanto per la nostra Nazione. Ecco, quindi che in Trentino, ad Arco, c’è la Monocultivar Casaliva Bio, nelle Marche, a Recanati, la Monocultivar Piantone di Mogliano Bio, in Toscana l’olio bio di Poggio di Sotto a Montalcino o la Monocultivar Leccino Bio a Greve in Chianti solo per citarne due. A Cori, in provincia di Latina, c’è la Monocultivar Itrana Bio, in Puglia la Monocultivar Coratina Bio ad Andria, in Calabria il Tappo Oro Bio del Frantoio Figoli a Corigliano Calabro e in Sicilia la Monocultivar Nocellara Etnea Bio, a Randazzo.

Questi appena citati sono solo alcuni esempi di quanto i nostri territori siano ricchi di aziende serie in grado di realizzare un olio extravergine bio di elevata qualità in grado di competere, vincendo, nelle sfide che vedono impegnati i più grandi produttori a livello mondiale.

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Il migliore olio extravergine di oliva pugliese

Difficile dire quale olio extravergine pugliese possa essere considerato il migliore in assoluto. Questa regione italiana, infatti, vanta una produzione eccezionale con oli di elevata qualità. Per ogni piatto, del resto, è possibile scegliere quello più adeguato, un po’ come accade con il vino, in modo da poter esaltare in pieno il gusto del cibo.

Nel Salento, senza dubbio, viene prodotto un olio d’eccellenza perché, grazie alle particolari condizioni atmosferiche e del terreno, esso risulta essere ricco di elementi nutritivi oltre che molto gustoso. La posizione geografica, fra il mar Ionio e l’Adriatico, contribuisce a rendere il microclima del Salento perfetto per la coltivazione degli ulivi.

Fra queste, l’Ogliarola salentina è una varietà usata sia in abbinamento ad altri tipi di olive sia da sola. L’olio che ne deriva è di colore giallo dai riflessi verdi ed ha un profumo intenso, fruttato e dal sentore di mandorle ed erba; il sapore è molto forte ed aromatico e si abbina molto bene alla carne, ai legumi o sulla bruschetta.

La Cellina di Nardò rappresenta un’altra eccellenza locale dalla quale deriva un olio dal sapore intenso e piccante, leggermente amaro e particolarmente adatto per essere consumato a crudo. Chi preferisce un olio extravergine delicato, da usare sia crudo che cotto e abbinabile a varie pietanze anche delicate, può orientarsi verso l’acquisto dell’olio Santa Lucia, un perfetto mix di cultivar locali tra le quali leccino, nociara, picholine o coratina. Da quest’ultima viene ricavato un ottimo olio extravergine nella zona di Manfredonia (Sottosole), a Castel del Monte (selezione del Conte) e sull’altipiano delle Murge (Frantoio Muraglia).

Per comprendere quanto vasta sia la produzione in questa regione, è sufficiente far riferimento alle tante “strade dell’olio” che attraversano il territorio pugliese, ognuna delle quali pone l’accento sulle eccellenze di questa terra. Vale la pena menzionare: la strada Collina di Brindisi, fra frantoi ipogei e masseria tipiche per assaporare le migliori produzioni dei comuni pugliesi di Cisternino, Fasano, Ostuni, Carovigno, Ceglie e San Vito.

L’olio extravergine Dauno DOP, invece, prodotto sul territorio della provincia di Foggia, è un mix di diverse varietà fra le quali peranzana, ogliarola, rotondella e coratina. Ci sono, poi, tra le altre, la strada dell’olio terra d’Otranto e quella della provincia di Taranto.

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Il migliore olio extravergine di oliva greco

Tutti i Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo hanno sviluppato nel corso del tempo culture di piante d’olivo sulle quali hanno basato gran parte della loro economia. Per la Grecia, in particolare, si tratta di un elemento imprescindibile della tradizione nazionale, presente persino nella mitologia dove si narra, appunto, della creazione della pianta di ulivo. Questa nazione, infatti si pone ormai come terzo produttore di olio d’oliva nell’Unione Europea, dopo Spagna ed Italia.

Secondo recenti studi condotti da varie università europee, l’olio extravergine d’oliva greco è particolarmente ricco di composti fenolici, delle sostanze estremamente importanti per la salute dell’organismo. Le sue caratteristiche sembrerebbero legate fortemente alla composizione chimica dei terreni ed alla condizioni climatiche in grado di favorire la biosintesi dei fenoli. Le regioni dove viene prodotta la maggiore quantità di olio sono Creta, Laconia, Cefalonia, Itaca, Corfù, Messinia e Arcadia territori da sempre a forte vocazione agricola dove è possibile ammirare distese di alberi lungo i pendii delle montagne, sulle colline o lungo le coste con condizioni favorevoli alla perfetta fioritura e maturazione dei frutti.

La qualità dell’olio ellenico è riconosciuta a livello mondiale e la coltivazione Koroneiki, tipica delle zone montane del Peloponneso, è la più richiesta ed apprezzata. Da queste piante, una varietà selvatica e quindi molto resistente alla siccità e particolarmente produttiva, si ricava un olio di altissima qualità e bassa acidità, ricco di vitamine ed elementi benefici, dal colore verde smeraldo e con un sapore fruttato delicato. È stato stimato che la concentrazione di polifenoli di quest’olio raggiunge valori tripli rispetto ad altri oli.

La maggior parte dei contadini utilizzano ancora antichi metodi sia per la raccolta che per la metodologia di produzione, ricorrendo alla decantazione dell’olio in particolari fusti aperti.

Negli ultimi anni, poi, la Grecia si è specializzata nella creazione di brand e packaging sempre più accattivanti in grado di affermarsi sempre di più sui mercati extraeuropei soprattutto quello degli Stati Uniti e sottraendo una grossa fetta all’olio italiano. Sotto questo aspetto va segnalato il Ritual Bloom, con marchio biologico, considerato fra i migliori al mondo e prodotto da olive del Peloponneso. Viene venduto in bottiglie di cristallo che ne esaltano la raffinatezza.

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Le alternative all’olio di oliva

Sebbene l’olio di oliva sia il condimento per eccellenza, esistono varie alternative sulle quali puntare nel caso in cui non s’intenda insaporire una pietanza con quello che è il pilastro della dieta mediterranea. Esistono innanzitutto altre varietà di oli meno note ma ugualmente efficaci e usate, nelle altre culture, alla stregua di come quello extravergine d’oliva viene impiegato in Italia e dintorni.

Una di queste varietà è l’olio di semi di zucca, particolarmente diffuso in Austria e in Germania. Questo olio ha un sapore molto intenso e particolare ed è ottimo per condire zuppe fredde e calde. Come quello evo, vanta diverse proprietà: tiene a bada il livello di colesterolo nel sangue, previene le infiammazioni e placa i sintomi tipici della menopausa.

È forse meno noto ma ugualmente valido l’olio di vinaccioli. Per chi non lo sapesse, i vinaccioli sarebbero i semini contenuti all’interno dei chicchi d’uva, ricchi di Omega-6 e di polifenoli. Ha un sapore e una consistenza completamente diversi da quelli che caratterizzano l’olio extravergine d’oliva: l’olio di vinaccioli ha infatti un caratteristico sapore agrodolce che lo rende unico nel suo genere e che è perfetto, in quanto tale, per dare un tocco di dolcezza a pietanze quali carne e pesce. Tanto più che è antiossidante e che è utile per ridurre il tasso di colesterolo ematico.

La terza possibile alternativa all’olio extravergine d’oliva è data dall‘olio di semi di sesamo, spesso utilizzato per friggere perché più economico di quello evo. Per la verità, anche se non tutti lo fanno, può essere tranquillamente utilizzato anche a crudo. Ha un sapore intenso e gustoso ed è talmente concentrato che ne basta veramente una goccia per rendere appetitosissima anche la pietanza più sciapa. Diffusissimo in Asia, sta prendendo piede in Europa perché si è scoperto essere ottimo per l’organismo: è ricco di minerali e migliora la pressione sanguigna, oltre a contribuire all’eliminazione delle tossine dal fegato.

Vale la pena citare, ancora, l’olio di pistacchio, ancora quasi del tutto sconosciuto. Si tratta, anche in questo caso, di una validissima alternativa al classico olio extravergine d’oliva tipico della dieta mediterranea. Attenzione però: com’è giusto che sia ha un forte retrogusto di pistacchio, ragion per cui va usato con il contagocce e solo per condire determinati piatti. Va bene per i piatti freddi e per le insalate ma potrebbe rovinare, di contro, il sapore della pasta o della carne.

Valo lo stesso discorso per l’olio di noce, che usato a crudo dà una carica di sapore in più ad ogni pietanza. Si usa molto alle pendici delle Alpi, laddove il consumo di formaggi e similari è abbondante, ed è un ottimo condimento per la celebre tartare di carne tanto in voga in queste zone montane.

L’importanza dell’olio extravergine nella cucina

L’olio extravergine d’oliva può essere considerato a tutti gli effetti il pilastro sul quale si regge la dieta mediterranea, il regime alimentare più famoso al mondo. Gli italiani, in particolar modo, non riescono proprio a farne a meno. Il che è un bene, se si considera che oltre ad insaporire le pietanze per le quali viene usato come condimento possiede anche innumerevoli proprietà nutritive che sono un toccasana per l’organismo. Non è un caso, tra l’altro, che la dieta mediterranea sia considerata come una sorta di passaporto per una vita longeva.

L’olio extravergine d’oliva ne è il fondamento perché a livello nutrizionale è una fonte di lipidi che non ha uguali. Anche solo usato a crudo, è in grado di dare al corpo tutta l’energia di cui necessita per svolgere le normali funzioni vitali e quotidiane. Scegliere un olio evo di buona qualità significa perciò prendersi cura del proprio organismo e assicurargli solo il meglio. Gli acidi grassi monoinsaturi in esso contenuti sono altamente digeribili e permettono di mantenere il corretto equilibro tra colesterolo buono e colesterolo cattivo.

Il carico di vitamine di cui è provvisto permette, invece, di assimilare correttamente tutte le sostanze contenute all’interno dei cibi che siamo soliti consumare. Eliminarlo completamente dal proprio regime dietetico, nella convinzione che faccia ingrassare e basta, sarebbe dunque un gravissimo errore. A dirlo sono soprattutto dietologi e nutrizionisti, che al momento di prescrivere una dieta sana ed equilibrata ad un paziente non eliminano mai  l’olio extravergine d’oliva. Raccomandano semplicemente di usarlo in quantità moderate e a crudo, per condirvi la pasta, i sughi, le verdure e i legumi che sono ammessi dal regime dietetico. Un’ulteriore prova, quindi, a dimostrazione del fatto che l’olio extravergine d’oliva è un vero e proprio toccasana e che privarsene sarebbe inutile oltre che estremamente nocivo per l’organismo.