Come si riconosce l’olio nuovo da quello vecchio?

L’olio novello è quello che si ottiene spremendo a freddo le prime olive raccolte nelle zone più calde dell’Italia. Non deve avere una maturazione superiore ai quattro mesi e si può trovare in commercio già durante i primi giorni dell’autunno. È la tipologia di olio più ricco di polifenoli e ha un’acidità scarsa.

Dopo circa un paio di mesi dalla spremitura, l’olio inizia a invecchiare e il suo pizzicore viene meno. Il verde intenso muta poco a poco verso il giallo e il gusto comincia a diventare più dolce. L’olio extravergine d’oliva è un prodotto ricco di proprietà benefiche per l’organismo, migliora il funzionamento di tutto l’apparato digerente e ha un’azione regolante sul sistema endocrino.

Per trarre il massimo dei benefici dall’olio è necessario che sia di elevato standard qualitativo e che spremuto da poco. Per tale ragione è preferibile scegliere un olio novello piuttosto che uno più maturo soprattutto se si adopera a crudo. Cuocendo, l’olio perde gran parte dei polifenoli e delle sue proprietà benefiche. Ciò non significa che l’olio dell’anno precedente sia di scarsa qualità. Se ricavato da olive italiane e prodotto in aziende nazionali seguendo il processo di spremitura a freddo, sarà comunque un ottimo prodotto anche l’olio che ha più di un anno.

Il nemico principale dell’olio è l’ossigeno. Per conservare al meglio l’olio dopo la spremitura deve essere versato all’interno di contenitori in acciaio inossidabile, al riparo dalla luce che contribuirebbe ad accelerare pericolosamente il processo di ossidazione.

Riassumendo, l’olio extravergine d’oliva nuovo si distingue da quello un po’ più vecchio per il caratteristico odore che emana. Ha note olfattive molto pungenti e aspre mentre quello spremuto mesi prima emana un aroma più dolce e meno fruttato. Per mantenere bene l’olio extravergine d’oliva, deve essere conservato al riparo da fonti luminose e dal calore. Solo così continuerà a maturare naturalmente mantenendo parte delle proprie caratteristiche organolettiche.

Quando l’olio brucia in gola?

Quando l’olio brucia in gola creando il classico pizzicore significa che è un olio di ottima qualità. Si tratta infatti di un prodotto totalmente naturale che ha conservato inalterate tutte le proprietà organolettiche. La sensazione di bruciore o di piccante è tipica degli oli extravergine di qualità, spremuti a freddo da poco.

A causare questo fenomeno sono i tocoferoli e i polifenoli, ovvero sostanze che proteggono l’olio dall’ossidazione e da un conseguente precoce invecchiamento. Sono entrambe sostanze preziose per l’organismo e aiutano a combattere attivamente i radicali liberi, contribuendo anche a regolarizzare i livelli di colesterolo nel sangue.

Il pizzicore dell’olio non deve essere scambiato con qualcosa che ne abbassa la qualità. Non è affatto collegato all’acidità dell’olio che non è mai rilevabile dal palato ma soltanto con le cartine tornasole o con appositi strumenti. Se l’olio brucia in gola significa che è di buona qualità e che è stato spremuto da poco.

L’acidità nell’olio è data dall’acido oleico ed è presente in tutte le tipologie di olio d’oliva. Minore è l’acidità e maggiore è la qualità dell’olio ma come appena detto, non può essere rilevata dal palato in nessun caso.

Chi non ama il bruciore in gola dell’olio d’oliva, dovrà scegliere un olio più stagionato. L’olio extravergine d’oliva ha differenti gradazioni di gusto che possono essere abbinate a preparazioni gastronomiche differenti. Gli oli più dolci sono perfetti per condire insalate e pesce. Il loro sapore delicato non copre i gusti degli altri alimenti ma li esalta. Gli oli fruttati invece sono un po’ più intensi ed è meglio adoperarli con radicchio, pinzimonio e rucola ma sono eccellenti anche per realizzare ragù e altre specialità che richiedono una lunga cottura. Gli oli fruttati particolarmente intensi sono quelli più coprenti e sono ottimi per condire legumi e carciofi.

Che colore deve avere l’olio extravergine di oliva?

Spesso si è portati a credere che un colore verde erboso dell’olio corrisponda a una migliore qualità e a un sapore più accentuato ma non è così. La colorazione dell’olio extra vergine d’oliva non ha una relazione diretta né con il gusto né con il suo pregio.

In commercio esistono tante varietà di olive e ciascuna possiede caratteristiche molto diverse le une dalle altre. Cambiano infatti a seconda del clima, dalle zone di produzione, dalla tipologia di terreno e dal grado di maturazione raggiunto.

Ciò che influisce maggiormente sul colore dell’olio d’oliva non è altro che la percentuale di carotene e clorofilla che contiene.

Esistono delle linee guida generali che danno un’idea della suddivisione degli oli in base alla tonalità di colore. In linea di massima quelli più verdi sono caratteristici della Toscana e del Sud d’Italia mentre quelli color giallo paglierino solo spesso provenienti dal Nord. Le olive modificano il loro gusto e la loro colorazione in base alla tipologia di suolo su cui la pianta cresce, in base all’umidità media dell’ambiente, alla quantità di precipitazioni e dal clima.

Anche la varietà delle olive influisce sulla tonalità di colore dell’olio prodotto. Ad esempio la Coratina, una varietà tipica della Puglia, è molto ricca di polifenoli e regala un olio di un bel colore verde intenso. L’oliva Taggiasca ligure viene abitualmente raccolta quando raggiunge il massimo grado di maturazione e l’olio che se ne produce ha una colorazione dorata.
Come accennato prima, sul colore dell’olio influisce anche il grado di maturazione delle olive. Se raccolte verdi, non ancora giunte a maturazione, saranno ricche di clorofilla e polifenoli.

L’olio spremuto sarà di un bel colore verde intenso. Se invece l’olio si ottiene dalle olive mature al 50%, si otterrà un olio giallo ma con sfumature verdi. Per ottenere un olio giallo paglierino, è indispensabile raccogliere i frutti dell’olivo a piena maturazione.

MONTE CARLO MASTERS OF OLIVE OIL INTERNATIONAL CONTEST

Anche per il 2022 sarà il Principato di Monaco ad ospitare la prossima edizione del Concorso Internazionale per oli di alta qualità Monte Carlo Masters of Olive Oil.
La Manifestazione, ideata e organizzata da Aldo Mazzini con la collaborazione dell’Associazione KNOIL, è giunta alla 6° Edizione crescendo negli anni fino ad avere iscritti provenienti da 12 nazioni e 4 continenti.

Gli organizzatori del MOOOIC, fin dalla prima edizione, hanno puntato molto sulla qualificazione professionale, dotando il concorso di una delle giurie più esclusive del mondo composta ogni anno da Giudici professionisti internazionali, stimati e apprezzati nel settore. Anche per l’edizione 2022, così come avvenuto lo scorso anno, almeno 10 giurati avranno la qualifica di “Capo Panel” certificata e riconosciuta dal COI.

La mission primaria della manifestazione è quella di presentare, incentivare e promuovere la diffusione della cultura dell’ulivo e dei suoi eccezionali derivati valorizzando i produttori di alta qualità del mondo intero avvalendosi anche della carta stampata e dei più moderni canali web e social, puntando sia sulla immediatezza della ricerca del sito della manifestazione sui motori di ricerca sia sul canale YouTube del Concorso, in modo da offrire visibilità planetaria grazie alle presentazioni in inglese degli oli e delle aziende partecipanti.

Per il 2022 gli organizzatori non solo hanno ampliato il Contest inserendo 3 diverse Competizioni; contano anche di ampliare ulteriormente il numero di Paesi e di Aziende iscritte alla manifestazione con l’obiettivo di avere i rappresentanti aziendali presenti in gran numero sia al Convegno, previsto nella mattinata del 4 Giugno, dove saranno trattati argomenti attinenti l’olivo e i suoi derivati, la qualità dei prodotti e i mercati interessati, sia alla cerimonia di premiazione che si terrà nel pomeriggio dello stesso giorno nella stupenda cornice del Principato di Monaco.

Come per la passata edizione la cerimonia conta sulla prestigiosa presenza del Sindaco di Monaco e dell’Ambasciatore Italiano a Monaco i quali oltre a portare il saluto delle istituzioni ai partecipanti presenzieranno attivamente consegnando molti dei premi assegnati alle aziende vincitrici.

Per maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione che saranno aperte a tutto il mese di Aprile è possibile consultare online il sito ufficiale della manifestazione al link https://www.mastersofoliveoil.org/ o in alternativa contattare l’organizzazione tramite il numero 0183 65 30 77 in orario ufficio.

Olio extravergine e Alzheimer: gli ultimi studi

Esistono prove crescenti che dimostrano l’impatto positivo dell’olio d’oliva su condizioni che comportano deficit cognitivi, come il lieve deterioramento cognitivo e il morbo di Alzheimer.

Ottenuto dalla spremitura di olive fresche, l’olio d’oliva è stato acclamato per i suoi benefici nutrizionali e per la salute fin dai tempi più antichi.

Notoriamente descritto nell’antichità da Omero come “oro liquido”, l’olio d’oliva è noto nel tempo per essere ricco di antiossidanti e di grande valore medicinale.

L’olio d’oliva è un componente centrale e distintivo della dieta mediterranea, una delle diete più salutari in circolazione.

Negli ultimi anni, i ricercatori hanno esplorato il potenziale dell’olio d’oliva per aiutare a prevenire e curare varie malattie, inclusi i disturbi cognitivi, noti anche come disturbi neurocognitivi, una categoria di disturbi della salute mentale che colpiscono principalmente le capacità cognitive come l’apprendimento, la memoria, la percezione e la capacità di risolvere problemi.

Nonostante queste evidenze, sono stati approvati e utilizzati nel mondo alcuni farmaci controversi per cercare di rallentare il declino cognitivo nei pazienti nelle prime fasi dell’Alzheimer la cui efficacia è stata messa in discussione da molti scienziati.

L’incertezza sull’efficacia e il costo del farmaco e la preoccupazione per la possibilità di gravi effetti collaterali hanno portato a rivalutare un elemento semplice e naturale come l’olio di oliva.

Studi in tutto il mondo mostrano infatti che un composto naturale, nientemeno che l’olio extra vergine di oliva, fornisce un’elevata protezione sulla funzione cognitiva e può potenzialmente ottenere risultati migliori rispetto ai farmaci esistenti nella prevenzione e nel trattamento del deterioramento cognitivo.

Lo studio MICOIL è stato il primo al mondo a testare l’olio extra vergine di oliva (EVOO) in uno studio clinico su esseri umani con lieve decadimento cognitivo (MCI).

L’obiettivo dello studio era di indagare per la prima volta l’effetto dell’olio extra vergine di oliva ad alto contenuto fenolico precoce (HP-EH-EVOO) rispetto al fenolico moderato (MP-EVOO) e alla dieta mediterranea (MeDi) in persone con lievi disturbi cognitivi (MCI).

Gli effetti benefici dell’olio d’oliva sono principalmente attribuiti ad alcuni composti fenolici derivati ​​dall’olio d’oliva, come l’oleocantale, l’oleuropeina e il ligstroside.

Per questo motivo, i ricercatori dello studio MICOIL hanno cercato di esaminare gli effetti dell’olio extra vergine di oliva appena spremuto, poiché è noto che contiene oleocantale in concentrazioni più elevate rispetto al normale olio extra vergine di oliva.

Lo studio MICOIL ha diviso casualmente i partecipanti al campione in tre gruppi. Il gruppo 1 ha ricevuto 50 ml al giorno di olio extra vergine di oliva a raccolta precoce ad alto contenuto fenolico (HP-EVOO). Il gruppo 2 ha ricevuto 50 ml al giorno di fenolico moderato (MP-EVOO) e il gruppo 3 ha ricevuto solo le istruzioni della dieta mediterranea per il periodo di prova.

È stata testata la predisposizione genetica alla malattia di Alzheimer ed è stata somministrata un’ampia batteria di test neuropsicologici prima dell’inizio dello studio e di nuovo dopo 12 mesi per valutare i domini cognitivi tra cui attenzione, linguaggio, memoria, funzioni spaziali ed esecutive.

Dopo i 12 mesi, è stata riscontrata una migliore performance di follow-up nel Gruppo 1 rispetto al Gruppo 2 e al Gruppo 3 in quasi tutti i domini cognitivi.

Inoltre, c’era una differenza significativa nella presenza di proteine ​​​​nel sangue che indicano la presenza di Alzheimer (APOEɛ4) tra i gruppi 1 e 2 rispetto al gruppo 3. I pazienti MCI che hanno consumato 50 ml di EVOO al giorno per un anno avevano livelli significativamente ridotti dell’APOEɛ4.

Di conseguenza, lo studio MCOIL ha concluso che una dieta a lungo termine ricca di EVOO può aiutare a proteggere dal deterioramento cognitivo lieve e dal morbo di Alzheimer.

Ulteriori ricerche hanno dimostrato che i benefici dell’assunzione di olio d’oliva ad alto contenuto fenolico dipendono dalla dose: maggiore è la concentrazione di composti fenolici, maggiore è il potenziale beneficio per la salute.

Oltre a proteggere contro il lieve deterioramento cognitivo e il morbo di Alzheimer, è stato anche identificato che l’olio d’oliva svolge un ruolo di successo nella prevenzione di altre malattie croniche come le malattie cardiovascolari, il diabete e il cancro.

Fonte: The MICOIL Pilot Study. Journal of Alzheimer’s Disease.

Basilicata, la terra dell’olio extravergine di qualità

La Basilicata è uno dei luoghi ancora incontaminati più ricchi e fiorenti che il nostro Bel Paese ha da offrire.

Una distesa di terre ricche di cultura e tradizione che possono offrire prodotti sani e genuini, gli stessi prodotti che hanno cresciuto e continuano a crescere in maniera sana tutte le generazioni di questo fantastico territorio.

 

Una regione, tantissime varietà di prodotti

La Basilicata ha da offrire una incredibile varietà di prodotti locali che spaziano dai più intraprendenti e saporiti dei territori dell’Appennino, fino ai più freschi e profumati della Costa Jonica. Tagli di carne, formaggi, latticini, prodotti ortofrutticoli, la Basilicata è in grado di offrire un’incredibile varietà di prodotti di altissima qualità che sposano perfettamente le tradizioni secolari di questa splendida regione.

 

Basilicata, regina indiscussa dell’olio extravergine di oliva di altissima qualità

Se ognuno ha il sacrosanto diritto di dire la propria sui propri gusti o, come dicevano i latini, de gustibus non est disputandum, esiste un prodotto lucano che nessuno avrebbe il coraggio di criticare: l’olio extravergine di oliva.

L’olio EVO lucano è infatti uno dei prodotti più invidiati di questa regione. Sono tanti i motivi per cui la Basilicata è in grado di produrre questo miracolo gastronomico: sarà per i suoi uliveti secolari, per le sue terre di origine vulcanica, per le terre dalla perfetta composizione mineralogica, ma l’olio extravergine di oliva lucano resta uno dei capisaldi agricoli della Basilicata sia per ragioni qualitative che gastronomiche.

Gli uliveti lucani da secoli regalano prodotti di altissima qualità perfettamente predisposti a produrre uno dei migliori oli extravergine d’oliva di tutta la nazione.

Il clima perfetto e il basso sfruttamento dei terreni con una sostenibile ripresa per ogni ciclo di raccolto, fanno sì che l’olio EVO lucano continui a restare uno dei prodotti naturali più formidabili del nostro paese.

Infatti è grazie ai contadini lucani, che ancora oggi preferiscono nutrire e coltivare i terreni in maniera naturale, se abbiamo ancora la possibilità di ottenere un prodotto fresco, incontaminato e dalle perfette qualità organolettiche.

Ancora oggi in Basilicata è possibile apprezzare una moltitudine di oli d’oliva prodotti da tanti e diversi piccoli produttori agricoli che continuano a portare avanti le stesse tradizioni con gli stessi metodi utilizzati dai loro avi. Molti di questi sono semplicemente aziende a conduzione familiare che hanno ereditato gli uliveti che venivano utilizzati in passato per soddisfare esclusivamente le proprie esigenze.

 

Olio EVO lucano, elemento di imprescindibile presenza sulla tavola del popolo lucano

Dalla creazione di un prodotto di questo calibro, ci si aspetterebbe una presenza predominante di natura economica in questo settore. Dopotutto chi non vorrebbe approfittare nel vendere un prodotto così eccezionale?

In realtà le cose non stanno proprio così. Anzi. Gli oli extravergine d’oliva di migliore qualità sono quelli che i lucani utilizzano sulla propria tavola.

Per i lucani l’olio EVO costituisce una vera e propria tradizione gastronomica dalla quale è difficile esimersi.

 

Dalla tavola alla platea di pochi fortunati

Fortunatamente negli ultimi anni qualcuno ha deciso di portare questo fantastico prodotto anche al di fuori del perimetro della regione.

È il caso di alcuni imprenditori agricoli legati al proprio territorio che hanno sentito il dovere di condividere con tutti uno dei più fantastici prodotti che la loro regione ha da offrire.

Una delle migliori realtà lucane è senza dubbio la Cooperativa Rapolla Fiorente (sito web: www.rapollafiorente.it) che produce olio extravergine di oliva di qualità superiore.

L’olio EVO lucano è sempre stato un prodotto di altissima qualità che ha da secoli contraddistinto i sapori e la cultura di questo territorio. Oggi grazie alla volontà di questi coltivatori locali sta finalmente ottenendo il proprio riscatto.

Il 5 ottobre 2020 l’olio EVO lucano è stato inserito nel registro europeo delle IGP. Un trionfo meritato per questo prodotto che in realtà si trova solo agli inizi della propria scalata.

 

Azienda Agricola PAGANO Bio

CHI SIAMO

L’Azienda Agricola PAGANO Bio, estesa 15 ettari, è localizzata nel territorio del comune di Lucca Sicula (Ag), ad una altitudine di 550 m s.l.m. Nata da tre generazione, è a conduzione familiare.

Oggi la nostra Azienda adotta, per la conduzione degli uliveti, il regime di coltivazione biologica Dop e Igp.

Azienda Agricola PAGANO Bio

L’Azienda ricade in parte nell’antico feudo Salina, territorio vocato per la coltivazione dell’ulivo; pianta che viene considerata nel mondo emblema di purificazione, fecondità e simbolo di pace.

Gli uliveti sono composti da impianti giovani e da alberi secolari, il tutto si trova inserito in un suggestivo contesto paesaggistico da visitare.

Gli impianti di ulivo sono composti da piante appartenenti alla varietà “Biancolilla” e “Nocellara” dalle cui olive si estrae l’ottimo Olio Extra Vergine di Oliva Biologico 100% italiano “OLIO PAGANO”.

 

La produzione è certificata da Icea Bio.

Coltiviamo inoltre delle Mandorle biologiche delle varietà “TUONO” e “FERRADUEL” e Agrumi di Sicilia bio : Arance dop Biologiche di Ribera, Clementine Biologiche, Limoni e Mandarini.

 

Azienda Agricola PAGANO BioAzienda Agricola PAGANO Bio

 

CONTATTI

Azienda Agricola Pagano Bio – Via Firenze, 13
92010 Lucca Sicula – Italia – Agrigento
REA AG-178129 – P.iva 02375500846 – C.F. PGNNNG76A15G273B
Tel: +39-3396050106 – E-mail: info@aziendaagricolapagano.it
web: www.aziendaagricolapagano.it

 

Esfoliare la pelle con l’olio di oliva

Esfoliare la pelle naturalmente

L’esfoliazione è il processo di rimozione della pelle morta. E’ conosciuto fin dai tempi più antichi e consiste in una pulizia profonda della nostra pelle, liberando i pori da ogni residuo di sporco e di cellule morte. Ne possono beneficiare sia le pelli secche che quelle grasse. Eseguito in modo corretto consente di donare, ad esempio al proprio viso, una grande luminosità e ringiovanimento.

Esistono diversi prodotti esfolianti in commercio, naturali e artificiali. Oggi vogliamo condividere un tipo di scrub naturale molto efficace. Si tratta di utilizzare due prodotti semplici e naturali, ricchi di proprietà benefiche.

Scrub all’olio d’oliva e zucchero

Questo scrub viene solitamente preparato mescolando un paio di cucchiai di olio d’oliva, preferibilmente della varietà extravergine, con un po’ di zucchero. L’olio d’oliva ha anche potenti effetti antiossidanti e antinfiammatori sulla pelle. I granuli di zucchero uniformi, invece, aiutano a rimuovere la pelle morta durante il massaggio.

L’esecuzione è molto semplice e consiste nel versare qualche goccia del composto olio/zucchero sulla nostra pelle, massaggiando in modo circolare. La presenza dei granelli di zucchero permetterà di staccare le cellule morte. Non dobbiamo spaventarci: è una cosa del tutto normale. Molti di noi temono i serpenti, ma come loro, periodicamente perdiamo la pelle morta, anche se non così ampiamente come i serpenti. Non sempre però le nostre cellule morte si liberano completamente e, in questo modo, ostruiscono i pori della nostra pelle. Il processo di esfoliazione permette proprio di liberare la pelle da ogni residuo di sporcizia e di cellule morte. L’utilizzo dell’olio extravergine di oliva, inoltre, grazie alle sue proprietà benefiche, garantisce morbidezza e luminosità.

Olio in cucina, ecco cosa dicono gli esperti

L’olio che utilizziamo in cucina ha un impatto rilevante sulla nostra salute. Tra una vasta gamma di oli da cucina, scegliere quello giusto è molto importante non solo per garantire un pasto nutriente ma in quanto ha un impatto significativo sulla salute. Vediamo cosa suggeriscono esperti e nutrizionisti.

Quali oli dovrebbero essere usati per friggere, mescolare i nostri cibi, nelle insalate è stato un tema oggetto di lungo dibattito nel campo della nutrizione moderna. I nostri grassi tradizionali sono stati sostituiti con oli lavorati che vengono prodotti sfusi e molti dei nostri metodi di cottura tradizionali sono stati sostituiti con metodi di cottura moderni. Lo stesso piatto che una volta veniva preparato con metodi e ingredienti tradizionali ricchi di sostanze nutritive ora può essere dannoso per il nostro corpo a causa degli oli di bassa qualità che potremmo utilizzare e che hanno distrutto i nutrienti.

Chiariamo la differenza tra grasso e olio e analizziamo l’opinione dei nutrizionisti su quale sia il migliore per friggere e cucinare. Innanzitutto quando il lipide è solido a temperatura ambiente si chiama grasso e se è liquido si chiama olio. L’olio vegetale non va mai riscaldato e non andrebbe mai consumato. Questi tipi di olio contengono un grasso polinsaturo altamente sensibile che, quando viene riscaldato, viene trasformato in grasso cattivo. I semi sono sani ma la loro lavorazione non lo è. I grassi vegetali sono l’estrazione di lipidi da mais, colza, girasole, crusca di riso, oli di girasole. I semi di queste piante rimangono dormienti quando fa freddo, cioè l’inverno. Durante la primavera gli acidi grassi polinsaturi iniziano a germogliare a causa del caldo o della temperatura più calda. Questi grassi polinsaturi in questi semi lo proteggono dal calore. Ma quando li elaboriamo, distruggiamo i grassi polinsaturi e i suoi antiossidanti e li trasformiamo in grassi meno sani per la salute.

In cucina è da preferire l’olio extravergine di oliva. L’olio spremuto a freddo o gli oli extravergini vengono espulsi senza calore. Questo metodo immagazzina gli antiossidanti all’interno della fonte dei semi e non lo rende volatile. In alternativa sono da preferire oli che possano resistere al calore. Olio di senape extravergine o spremuto a freddo, olio di arachidi, olio di sesamo, burro chiarificato, burro, olio di cocco extra vergine per citarne alcuni. Questi oli possono resistere al calore.

Per salvaguardare la nostra salute dobbiamo porre attenzione ad alcuni rischi a cui possiamo andare incontro. Alcuni prodotti alimentari possono contenere oli vegetali, come ad esempio alcune patatine fritte o snack salati. Alcuni ristoranti riutilizzano l’olio per friggere per una settimana o più. Questi oli diventano tossici. La margarina è distante solo una molecola dall’essere chiamata plastica. Un burro bianco puro o un burro non salato sono un’alternativa più sana rispetto alla margarina.

I grassi buoni sono alcuni degli alimenti più nutrienti. Noci e semi come semi di sesamo, semi di zucca, semi di girasole, mandorle, anacardi, pistacchi, noci, semi di chia, semi di lino per citarne alcuni. Mangia grassi naturali ed evita quelli lavorati.
Burro fatto in casa, burro chiarificato, olio di senape extra vergine o spremuto a freddo, olio di arachidi, olio di cocco, olio extravergine di oliva e qualsiasi olio prodotto che sia olio non raffinato sono grassi alimentari. Tra i prodotti animali, il tuorlo d’uovo e il grasso naturale di animali biologici e i suoi prodotti sono buoni. Tuttavia, è necessaria la moderazione nel consumo.

Al contrario, alcuni oli vegetali sono detti “cattivi” e possono danneggiare la nostra funzione cellulare. Si tratta degli oli vegetali polinsaturi termosensibili. Quando vengono riscaldati, i grassi fragili si trasformano in composti tossici. Alcuni esempi di grassi che dovremmo abituarci a sostituire, sono l’olio di canola, olio di soia, olio di girasole, olio di semi di cotone, olio di cartamo, margarina.
Sostituire i tuoi oli o grassi con quelli sani è uno dei principali trampolini di lancio per trasformare i tuoi obiettivi di salute. Consulta il tuo medico regolarmente, parla della dieta che stai seguendo e fatti consigliare gli ingredienti migliori per la tua salute.

Olio italiano, eccellenza nel mondo

L’Italia da sempre famosa nel mondo per prodotti alimentari quali la pasta, la pizza e il pane vanta una lunga lista di eccellenze legate alla cucina che la contraddistinguono in qualsiasi altro Paese.

L’olio del belpaese è sicuramente tra questi per le sue qualità organolettiche e probabilmente perché è strettamente collegato alla cucina mediterranea che rimane una delle più imitate, anche se spesso con poco successo. L’Italia è il secondo produttore europeo di olio di oliva e le zone più interessate da questa lavorazione sono le regioni del sud dove trovano il loro habitat naturale le migliori coltivazioni come a Taranto, a Sibari, in Molise, nel Lazio, nelle Marche e in Liguria.

Sono 820 mila le aziende interessate dal settore dell’olivicoltura che occupano un milioni di ettari di coltivazioni. L’elevato numero di frantoi presenti sul territorio sono una garanzia per una rapida e immediata molitura e frangitura delle olive che permette di mantenere standard molto elevati del prodotto finale. L’olio extravergine italiano, inoltre, vanta un gran numero di riconoscimenti con marchi Dop e Igp e rappresenta il 40% dei prodotti riconosciuti nell’Unione Europea. Le sole prime cinque migliori denominazioni italiane (Terra di Bari, Val di Mazara, Umbria, Toscano Igp e Sicilia Igp) rappresentano il 75% della produzione.

Nonostante la leggera crisi che ha colpito il settore si prospetta un periodo di grande crescita soprattutto per quanto riguarda il segmento delle esportazioni in forte incremento soprattutto grazie alla nascita di grandi aziende strutturate che producono in modo più automatizzato e che si vanno ad affiancare alle imprese di piccola e media dimensione a gestione familiare che svolgono i diversi passaggi ancora in modo quasi esclusivamente artigianale.

Nella classifica della qualità dei prodotti non sono comunque da meno distretti quali la Riviera Ligure, il Garda, le Valli Trapanesi, la Sardegna, i Monti Iblei e le Colline Salernitane.

Oltre ad essere un alleato per la salute e un ingrediente insostituibile a tavola, l’olio di oliva è usato per tante altre funzioni come il trattamento dei pidocchi, la detersione del viso dai trucchi, come integrazione nella dieta dei cani, come lenitivo nelle dermatiti, come sedativo per la gola se somministrato con il miele, per curare le infezioni dell’orecchio e per facilitare la rasatura della barba.