Olio di oliva e cambiamento climatico

Gli effetti del cambiamento climatico
L’olio di oliva è uno degli alimenti più salutari che possiamo consumare. È ricco di antiossidanti e può aiutare a ridurre il rischio di malattie croniche come l’infarto e il cancro. Ma l’olio di oliva sta diventando sempre più costoso, e questo è dovuto in parte al cambiamento climatico. I paesi che producono olio d’oliva sono infatti colpiti da siccità e ondate di calore sempre più frequenti, che rendono difficile la coltivazione delle olive. In Italia, ad esempio, il prezzo dell’olio d’oliva è raddoppiato negli ultimi dieci anni. E se i paesi produttori non riusciranno a far fronte al cambiamento climatico, le persone dovranno cominciare a fare a meno dell’olio d’oliva nella loro dieta.

Che cos’è il cambiamento climatico?
Il cambiamento climatico è un aumento della temperatura media globale dell’atmosfera e degli oceani ed è causato dall’aumento delle emissioni di gas serra, come l’anidride carbonica (CO2). Le conseguenze del cambiamento climatico includono l’aumento del livello del mare, il riscaldamento globale, la desertificazione e gli eventi meteorologici estremi.

Gli effetti sulla produzione di olio di oliva
L’olio d’oliva è un prodotto della terra e del clima. Il suo sapore, la sua qualità e la sua quantità sono influenzati da molti fattori, tra cui le condizioni climatiche. Pertanto, quando il clima cambia, anche l’olio d’oliva ne risente. Climi più secchi e temperature più alte stanno diventando sempre più comuni in tutto il Mediterraneo. Queste condizioni rendono difficile per gli olivicoltori produrre olio di alta qualità. Inoltre, le olive sono colpite da insetti che prosperano in ambienti caldi e asciutti. Tutto questo si traduce in un aumento dei costi per gli agricoltori e una diminuzione della qualità disponibile.

Conclusione
Il cambiamento climatico è una delle minacce più grandi che l’umanità affronta oggi. L’olio d’oliva è tra i prodotti alimentari più colpiti da questo fenomeno. I cambiamenti climatici stanno infatti rendendo le olive sempre più piccole e la qualità dell’olio peggiore. Gli agricoltori stanno facendo del loro meglio per adattarsi a queste nuove condizioni, ma senza un intervento urgente da parte della comunità internazionale, il futuro dell’olio d’oliva è a rischio.

I difetti dell’olio di oliva

L’olio di oliva è un prodotto versatile e salutare, ma non è privo di difetti. In questo articolo esamineremo alcuni dei maggiori problemi dell’olio di oliva, in modo da poter prendere decisioni informate quando si tratta di acquistarlo o di utilizzarlo.

Quali sono i difetti dell’olio di oliva?
I difetti dell’olio di oliva sono legati al suo sapore e alla sua consistenza. L’olio di oliva è infatti spesso descritto come “amaro” o “pungente”. Queste caratteristiche possono essere dovute a diversi fattori, come la varietà di olive utilizzate, il metodo di estrazione dell’olio o il grado di maturazione delle olive. Inoltre, l’olio di oliva può essere meno gradevole se non viene consumato fresco.

Come si può migliorare il gusto dell’olio di oliva?
L’olio di oliva è un alimento molto versatile e può essere utilizzato in molti modi diversi. Se non ti piace il suo sapore, puoi provare a aggiungere altri ingredienti per migliorarlo. Ad esempio, se l’olio di oliva è troppo amaro, puoi aggiungere del succo di limone o del sale per bilanciare il gusto. Inoltre, se l’olio di oliva è troppo duro o aspro, puoi provare a scaldarlo leggermente prima dell’uso. Questo può renderlo più morbido e più facile da usare.

I benefici dell’olio di oliva per la salute
L’olio di oliva è considerato un “grande” alimento perché è ricco di vitamine E e K, acidi grassi monoinsaturi, antiossidanti e altri nutrienti benefici. L’olio di oliva può aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, ictus e cancro. Può anche avere effetti positivi sulla salute delle ossa, della pelle e del sistema immunitario. Inoltre, l’olio di oliva può migliorare la digestione e prevenire la stipsi.
Tuttavia, l’olio di oliva ha anche alcuni difetti. Innanzitutto, l’olio di oliva può essere costoso, soprattutto negli anni in cui le condizioni climatiche rendono difficoltosa la produzione e la raccolta. Inoltre, l’olio di oliva può avere alcuni difetti sensoriali come ad esempio un sapore amaro se non viene conservato in modo appropriato.

L’olio extravergine di prima spremitura

L’olio extravergine di oliva è il “gold standard” degli oli ed è noto per essere ricco di grassi monoinsaturi salutari, antiossidanti e vitamina E. Può essere usato per cucinare o per condire le insalate, ma come si fa a sapere se si sta ottenendo l’olio dal sapore migliore quando ci sono così tante varietà sul mercato? Per essere considerato extravergine, un olio d’oliva deve soddisfare standard specifici stabiliti dal Consiglio Oleicolo Internazionale. Per essere considerato extravergine, un olio d’oliva deve avere zero difetti e meno dell’1% di acidità. Oltre a soddisfare questi standard, la prima spremitura delle olive deve essere utilizzata per ottenere il prodotto finale. Ciò significa che qualsiasi olio successivo a questa prima spremitura non può essere venduto come extravergine.

Come si fa a sapere se l’olio d’oliva è extravergine?
L’olio extravergine di oliva è il prodotto ottenuto dalla presa in esame del frutto dell’olivo, denocciolato e macinato, tramite estrazione meccanica a freddo. La caratteristica principale di questo prodotto è che non può superare gli 0,8% di acidità.

Qual è la differenza tra prima e seconda spremitura?
La differenza principale tra olio extravergine di prima spremitura e quello di seconda spremitura sta nel processo di estrazione del prezioso liquido. Il metodo tradizionale, che si avvale solo della forza meccanica, prevede infatti che l’oliva venga schiacciata una prima volta per ottenere un’emulsione acquosa e grassa detta pasta d’olio. Questa viene poi posta in appositi torchietti, i quali la sottopongono a un processo di pressatura per circa mezz’ora. A questo punto l’olio viene separato dalla pasta d’olio tramite decantazione e filtrazione. L’operazione può essere ripetuta anche più volte, ma il risultato finale sarà sempre meno pregiato.

Terza spremitura e oltre
La terza spremitura e oltre viene effettuata dopo che l’oliva è stata pressata per la seconda volta. In questo caso, l’olio non è considerato extra vergine e può avere un sapore più amaro. L’olio d’oliva spremuto a freddo è invece ottenuto dalla pressatura delle olive a basse temperature, ed è considerato il migliore in termini di qualità.
L’olio d’oliva extravergine di prima spremitura viene ottenuto esclusivamente dalla pressatura a freddo delle olive. La pressione avviene a basse temperature, in modo da non alterare le proprietà organolettiche del frutto. L’olio così ottenuto presenta un colore verde intenso, un sapore fruttato e un aroma intenso.

Riassumendo
L’olio d’oliva può essere classificato in base alla spremitura in olio di prima o seconda spremitura. L’olio di prima spremitura è ricavato dalle olive che vengono raccolte per prime e quindi ha un sapore più fresco. L’olio di seconda spremitura, invece, è ricavato da olive che sono state raccolte dopo la prima raccolta e quindi hanno un sapore più intenso. Terza spremitura e oltre non sono considerati olii extravergini. Olio d’oliva spremuto a freddo significa che le olive vengono subito lavorate dopo la raccolta per evitare che si deteriorino.

Congelare l’olio di oliva

Congelare l’olio d’oliva

Gli operatori del settore alimentare ci chiedono sempre: come faccio a mantenere fresco per lungo tempo il mio olio d’oliva? Per rispondere a questa domanda, è necessario considerare alcuni aspetti. Innanzitutto, l’olio d’oliva è in grado di assorbire gli odori e i sapori di tutto ciò che lo circonda. In secondo luogo, c’è il fattore temperatura: A temperatura ambiente, l’olio d’oliva si assottiglia rapidamente. In terzo luogo, l’olio d’oliva ha una durata di conservazione relativamente breve. A causa di questi fattori, è bene conservare l’olio extravergine di oliva in un luogo fresco (idealmente nel congelatore). Con il passare del tempo, il calore e la luce possono provocare l’irrancidimento; mantenerlo fresco aiuterà a preservare più a lungo il sapore e il valore nutrizionale. Il processo di congelamento dell’olio extravergine di oliva lo mette al sicuro da qualsiasi ulteriore irrancidimento e ne prolunga la durata di conservazione fino al 50%. Continuate a leggere per maggiori informazioni su come congelare l’olio d’oliva in tutta sicurezza!

Come congelare l’olio d’oliva

L’olio d’oliva è un alimento versatile e salutare, ma può essere costoso. Conservarlo in freezer è un modo per prolungarne la durata e risparmiare denaro. Congelare l’olio d’oliva non è difficile, ma ci sono alcune cose da considerare per farlo nel modo giusto. Innanzitutto, l’olio d’oliva deve essere extra vergine di prima qualità perché altri tipi di oli non si congelano bene. In secondo luogo, occorre decidere se si vuole congelare l’intera bottiglia o solo una parte dell’ olio che verrà usato più tardi. Infine, bisogna scegliere il metodo di conservazione più adatto: meglio in piccole porzioni usando contenitori ermetici.

Perché congelare l’olio d’oliva?

L’olio d’oliva è un prodotto alimentare molto versatile e può essere utilizzato in molti modi. Può essere usato come condimento per insalate e altri piatti, può essere aggiunto a zuppe e salse per dare un tocco di sapore in più, oppure può essere utilizzato come ingrediente nella preparazione di dolci e pasta. L’olio d’oliva è anche un ottimo ingrediente per fare il pane in casa. Se non si usa tutto l’olio che si ha a disposizione, quindi, può essere utilmente congelato per un uso futuro.

Conservare l’olio d’oliva congelato non è difficile

Puoi usare un normalissimo sacchetto di plastica per alimenti o un contenitore ermetico. In entrambi i casi, assicurati di togliere tutta l’aria prima di chiudere il sacchetto o il contenitore. Poi mettili nel freezer e tienili a -18°C o più freddo. Se usi un normale sacchetto di plastica, dovrai consumare l’olio congelato entro 2-3 mesi. Invece, se usi un contenitore ermetico, puoi conservare l’olio fino a 6 mesi.
L’olio d’oliva può essere conservato in freezer per un massimo di sei mesi. Se si decide di congelarlo, è importante utilizzare un metodo di conservazione adeguato che preservi le sue proprietà nutrizionali e organolettiche. Per fare ciò, è necessario scegliere un recipiente idoneo che mantenga l’olio ben sigillato e ne limiti l’ossidazione. Inoltre, è importante etichettare il contenitore in modo da sapere quando è stato messo in freezer e la data di scadenza.

Precauzioni per la sicurezza durante il congelamento dell’olio d’oliva

É importante seguire alcune precauzioni durante il congelamento dell’olio d’oliva, in modo da evitare eventuali problemi di sicurezza. Innanzitutto, è necessario conservare l’olio d’oliva in un contenitore ermetico e ben chiuso, in modo che non entri a contatto con l’aria. In secondo luogo, è importante controllare il livello di umidità all’interno del contenitore, poiché l’umidità può causare la formazione di condensa sull’olio d’oliva e deteriorarlo. Infine, è necessario assicurarsi che il contenitore sia posizionato in un luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce diretta del sole.
Congelare l’olio d’oliva è dunque un ottimo modo per conservarlo a lungo termine preservandone le proprietà. Se si seguono i metodi di conservazione corretti, congelare l’olio d’oliva non è difficile e può essere fatto in modo sicuro.

Come si riconosce l’olio nuovo da quello vecchio?

L’olio novello è quello che si ottiene spremendo a freddo le prime olive raccolte nelle zone più calde dell’Italia. Non deve avere una maturazione superiore ai quattro mesi e si può trovare in commercio già durante i primi giorni dell’autunno. È la tipologia di olio più ricco di polifenoli e ha un’acidità scarsa.

Dopo circa un paio di mesi dalla spremitura, l’olio inizia a invecchiare e il suo pizzicore viene meno. Il verde intenso muta poco a poco verso il giallo e il gusto comincia a diventare più dolce. L’olio extravergine d’oliva è un prodotto ricco di proprietà benefiche per l’organismo, migliora il funzionamento di tutto l’apparato digerente e ha un’azione regolante sul sistema endocrino.

Per trarre il massimo dei benefici dall’olio è necessario che sia di elevato standard qualitativo e che spremuto da poco. Per tale ragione è preferibile scegliere un olio novello piuttosto che uno più maturo soprattutto se si adopera a crudo. Cuocendo, l’olio perde gran parte dei polifenoli e delle sue proprietà benefiche. Ciò non significa che l’olio dell’anno precedente sia di scarsa qualità. Se ricavato da olive italiane e prodotto in aziende nazionali seguendo il processo di spremitura a freddo, sarà comunque un ottimo prodotto anche l’olio che ha più di un anno.

Il nemico principale dell’olio è l’ossigeno. Per conservare al meglio l’olio dopo la spremitura deve essere versato all’interno di contenitori in acciaio inossidabile, al riparo dalla luce che contribuirebbe ad accelerare pericolosamente il processo di ossidazione.

Riassumendo, l’olio extravergine d’oliva nuovo si distingue da quello un po’ più vecchio per il caratteristico odore che emana. Ha note olfattive molto pungenti e aspre mentre quello spremuto mesi prima emana un aroma più dolce e meno fruttato. Per mantenere bene l’olio extravergine d’oliva, deve essere conservato al riparo da fonti luminose e dal calore. Solo così continuerà a maturare naturalmente mantenendo parte delle proprie caratteristiche organolettiche.

Quando l’olio brucia in gola?

Quando l’olio brucia in gola creando il classico pizzicore significa che è un olio di ottima qualità. Si tratta infatti di un prodotto totalmente naturale che ha conservato inalterate tutte le proprietà organolettiche. La sensazione di bruciore o di piccante è tipica degli oli extravergine di qualità, spremuti a freddo da poco.

A causare questo fenomeno sono i tocoferoli e i polifenoli, ovvero sostanze che proteggono l’olio dall’ossidazione e da un conseguente precoce invecchiamento. Sono entrambe sostanze preziose per l’organismo e aiutano a combattere attivamente i radicali liberi, contribuendo anche a regolarizzare i livelli di colesterolo nel sangue.

Il pizzicore dell’olio non deve essere scambiato con qualcosa che ne abbassa la qualità. Non è affatto collegato all’acidità dell’olio che non è mai rilevabile dal palato ma soltanto con le cartine tornasole o con appositi strumenti. Se l’olio brucia in gola significa che è di buona qualità e che è stato spremuto da poco.

L’acidità nell’olio è data dall’acido oleico ed è presente in tutte le tipologie di olio d’oliva. Minore è l’acidità e maggiore è la qualità dell’olio ma come appena detto, non può essere rilevata dal palato in nessun caso.

Chi non ama il bruciore in gola dell’olio d’oliva, dovrà scegliere un olio più stagionato. L’olio extravergine d’oliva ha differenti gradazioni di gusto che possono essere abbinate a preparazioni gastronomiche differenti. Gli oli più dolci sono perfetti per condire insalate e pesce. Il loro sapore delicato non copre i gusti degli altri alimenti ma li esalta. Gli oli fruttati invece sono un po’ più intensi ed è meglio adoperarli con radicchio, pinzimonio e rucola ma sono eccellenti anche per realizzare ragù e altre specialità che richiedono una lunga cottura. Gli oli fruttati particolarmente intensi sono quelli più coprenti e sono ottimi per condire legumi e carciofi.

Che colore deve avere l’olio extravergine di oliva?

Spesso si è portati a credere che un colore verde erboso dell’olio corrisponda a una migliore qualità e a un sapore più accentuato ma non è così. La colorazione dell’olio extra vergine d’oliva non ha una relazione diretta né con il gusto né con il suo pregio.

In commercio esistono tante varietà di olive e ciascuna possiede caratteristiche molto diverse le une dalle altre. Cambiano infatti a seconda del clima, dalle zone di produzione, dalla tipologia di terreno e dal grado di maturazione raggiunto.

Ciò che influisce maggiormente sul colore dell’olio d’oliva non è altro che la percentuale di carotene e clorofilla che contiene.

Esistono delle linee guida generali che danno un’idea della suddivisione degli oli in base alla tonalità di colore. In linea di massima quelli più verdi sono caratteristici della Toscana e del Sud d’Italia mentre quelli color giallo paglierino solo spesso provenienti dal Nord. Le olive modificano il loro gusto e la loro colorazione in base alla tipologia di suolo su cui la pianta cresce, in base all’umidità media dell’ambiente, alla quantità di precipitazioni e dal clima.

Anche la varietà delle olive influisce sulla tonalità di colore dell’olio prodotto. Ad esempio la Coratina, una varietà tipica della Puglia, è molto ricca di polifenoli e regala un olio di un bel colore verde intenso. L’oliva Taggiasca ligure viene abitualmente raccolta quando raggiunge il massimo grado di maturazione e l’olio che se ne produce ha una colorazione dorata.
Come accennato prima, sul colore dell’olio influisce anche il grado di maturazione delle olive. Se raccolte verdi, non ancora giunte a maturazione, saranno ricche di clorofilla e polifenoli.

L’olio spremuto sarà di un bel colore verde intenso. Se invece l’olio si ottiene dalle olive mature al 50%, si otterrà un olio giallo ma con sfumature verdi. Per ottenere un olio giallo paglierino, è indispensabile raccogliere i frutti dell’olivo a piena maturazione.

MONTE CARLO MASTERS OF OLIVE OIL INTERNATIONAL CONTEST

Anche per il 2022 sarà il Principato di Monaco ad ospitare la prossima edizione del Concorso Internazionale per oli di alta qualità Monte Carlo Masters of Olive Oil.
La Manifestazione, ideata e organizzata da Aldo Mazzini con la collaborazione dell’Associazione KNOIL, è giunta alla 6° Edizione crescendo negli anni fino ad avere iscritti provenienti da 12 nazioni e 4 continenti.

Gli organizzatori del MOOOIC, fin dalla prima edizione, hanno puntato molto sulla qualificazione professionale, dotando il concorso di una delle giurie più esclusive del mondo composta ogni anno da Giudici professionisti internazionali, stimati e apprezzati nel settore. Anche per l’edizione 2022, così come avvenuto lo scorso anno, almeno 10 giurati avranno la qualifica di “Capo Panel” certificata e riconosciuta dal COI.

La mission primaria della manifestazione è quella di presentare, incentivare e promuovere la diffusione della cultura dell’ulivo e dei suoi eccezionali derivati valorizzando i produttori di alta qualità del mondo intero avvalendosi anche della carta stampata e dei più moderni canali web e social, puntando sia sulla immediatezza della ricerca del sito della manifestazione sui motori di ricerca sia sul canale YouTube del Concorso, in modo da offrire visibilità planetaria grazie alle presentazioni in inglese degli oli e delle aziende partecipanti.

Per il 2022 gli organizzatori non solo hanno ampliato il Contest inserendo 3 diverse Competizioni; contano anche di ampliare ulteriormente il numero di Paesi e di Aziende iscritte alla manifestazione con l’obiettivo di avere i rappresentanti aziendali presenti in gran numero sia al Convegno, previsto nella mattinata del 4 Giugno, dove saranno trattati argomenti attinenti l’olivo e i suoi derivati, la qualità dei prodotti e i mercati interessati, sia alla cerimonia di premiazione che si terrà nel pomeriggio dello stesso giorno nella stupenda cornice del Principato di Monaco.

Come per la passata edizione la cerimonia conta sulla prestigiosa presenza del Sindaco di Monaco e dell’Ambasciatore Italiano a Monaco i quali oltre a portare il saluto delle istituzioni ai partecipanti presenzieranno attivamente consegnando molti dei premi assegnati alle aziende vincitrici.

Per maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione che saranno aperte a tutto il mese di Aprile è possibile consultare online il sito ufficiale della manifestazione al link https://www.mastersofoliveoil.org/ o in alternativa contattare l’organizzazione tramite il numero 0183 65 30 77 in orario ufficio.

Olio extravergine e Alzheimer: gli ultimi studi

Esistono prove crescenti che dimostrano l’impatto positivo dell’olio d’oliva su condizioni che comportano deficit cognitivi, come il lieve deterioramento cognitivo e il morbo di Alzheimer.

Ottenuto dalla spremitura di olive fresche, l’olio d’oliva è stato acclamato per i suoi benefici nutrizionali e per la salute fin dai tempi più antichi.

Notoriamente descritto nell’antichità da Omero come “oro liquido”, l’olio d’oliva è noto nel tempo per essere ricco di antiossidanti e di grande valore medicinale.

L’olio d’oliva è un componente centrale e distintivo della dieta mediterranea, una delle diete più salutari in circolazione.

Negli ultimi anni, i ricercatori hanno esplorato il potenziale dell’olio d’oliva per aiutare a prevenire e curare varie malattie, inclusi i disturbi cognitivi, noti anche come disturbi neurocognitivi, una categoria di disturbi della salute mentale che colpiscono principalmente le capacità cognitive come l’apprendimento, la memoria, la percezione e la capacità di risolvere problemi.

Nonostante queste evidenze, sono stati approvati e utilizzati nel mondo alcuni farmaci controversi per cercare di rallentare il declino cognitivo nei pazienti nelle prime fasi dell’Alzheimer la cui efficacia è stata messa in discussione da molti scienziati.

L’incertezza sull’efficacia e il costo del farmaco e la preoccupazione per la possibilità di gravi effetti collaterali hanno portato a rivalutare un elemento semplice e naturale come l’olio di oliva.

Studi in tutto il mondo mostrano infatti che un composto naturale, nientemeno che l’olio extra vergine di oliva, fornisce un’elevata protezione sulla funzione cognitiva e può potenzialmente ottenere risultati migliori rispetto ai farmaci esistenti nella prevenzione e nel trattamento del deterioramento cognitivo.

Lo studio MICOIL è stato il primo al mondo a testare l’olio extra vergine di oliva (EVOO) in uno studio clinico su esseri umani con lieve decadimento cognitivo (MCI).

L’obiettivo dello studio era di indagare per la prima volta l’effetto dell’olio extra vergine di oliva ad alto contenuto fenolico precoce (HP-EH-EVOO) rispetto al fenolico moderato (MP-EVOO) e alla dieta mediterranea (MeDi) in persone con lievi disturbi cognitivi (MCI).

Gli effetti benefici dell’olio d’oliva sono principalmente attribuiti ad alcuni composti fenolici derivati ​​dall’olio d’oliva, come l’oleocantale, l’oleuropeina e il ligstroside.

Per questo motivo, i ricercatori dello studio MICOIL hanno cercato di esaminare gli effetti dell’olio extra vergine di oliva appena spremuto, poiché è noto che contiene oleocantale in concentrazioni più elevate rispetto al normale olio extra vergine di oliva.

Lo studio MICOIL ha diviso casualmente i partecipanti al campione in tre gruppi. Il gruppo 1 ha ricevuto 50 ml al giorno di olio extra vergine di oliva a raccolta precoce ad alto contenuto fenolico (HP-EVOO). Il gruppo 2 ha ricevuto 50 ml al giorno di fenolico moderato (MP-EVOO) e il gruppo 3 ha ricevuto solo le istruzioni della dieta mediterranea per il periodo di prova.

È stata testata la predisposizione genetica alla malattia di Alzheimer ed è stata somministrata un’ampia batteria di test neuropsicologici prima dell’inizio dello studio e di nuovo dopo 12 mesi per valutare i domini cognitivi tra cui attenzione, linguaggio, memoria, funzioni spaziali ed esecutive.

Dopo i 12 mesi, è stata riscontrata una migliore performance di follow-up nel Gruppo 1 rispetto al Gruppo 2 e al Gruppo 3 in quasi tutti i domini cognitivi.

Inoltre, c’era una differenza significativa nella presenza di proteine ​​​​nel sangue che indicano la presenza di Alzheimer (APOEɛ4) tra i gruppi 1 e 2 rispetto al gruppo 3. I pazienti MCI che hanno consumato 50 ml di EVOO al giorno per un anno avevano livelli significativamente ridotti dell’APOEɛ4.

Di conseguenza, lo studio MCOIL ha concluso che una dieta a lungo termine ricca di EVOO può aiutare a proteggere dal deterioramento cognitivo lieve e dal morbo di Alzheimer.

Ulteriori ricerche hanno dimostrato che i benefici dell’assunzione di olio d’oliva ad alto contenuto fenolico dipendono dalla dose: maggiore è la concentrazione di composti fenolici, maggiore è il potenziale beneficio per la salute.

Oltre a proteggere contro il lieve deterioramento cognitivo e il morbo di Alzheimer, è stato anche identificato che l’olio d’oliva svolge un ruolo di successo nella prevenzione di altre malattie croniche come le malattie cardiovascolari, il diabete e il cancro.

Fonte: The MICOIL Pilot Study. Journal of Alzheimer’s Disease.

Basilicata, la terra dell’olio extravergine di qualità

La Basilicata è uno dei luoghi ancora incontaminati più ricchi e fiorenti che il nostro Bel Paese ha da offrire.

Una distesa di terre ricche di cultura e tradizione che possono offrire prodotti sani e genuini, gli stessi prodotti che hanno cresciuto e continuano a crescere in maniera sana tutte le generazioni di questo fantastico territorio.

 

Una regione, tantissime varietà di prodotti

La Basilicata ha da offrire una incredibile varietà di prodotti locali che spaziano dai più intraprendenti e saporiti dei territori dell’Appennino, fino ai più freschi e profumati della Costa Jonica. Tagli di carne, formaggi, latticini, prodotti ortofrutticoli, la Basilicata è in grado di offrire un’incredibile varietà di prodotti di altissima qualità che sposano perfettamente le tradizioni secolari di questa splendida regione.

 

Basilicata, regina indiscussa dell’olio extravergine di oliva di altissima qualità

Se ognuno ha il sacrosanto diritto di dire la propria sui propri gusti o, come dicevano i latini, de gustibus non est disputandum, esiste un prodotto lucano che nessuno avrebbe il coraggio di criticare: l’olio extravergine di oliva.

L’olio EVO lucano è infatti uno dei prodotti più invidiati di questa regione. Sono tanti i motivi per cui la Basilicata è in grado di produrre questo miracolo gastronomico: sarà per i suoi uliveti secolari, per le sue terre di origine vulcanica, per le terre dalla perfetta composizione mineralogica, ma l’olio extravergine di oliva lucano resta uno dei capisaldi agricoli della Basilicata sia per ragioni qualitative che gastronomiche.

Gli uliveti lucani da secoli regalano prodotti di altissima qualità perfettamente predisposti a produrre uno dei migliori oli extravergine d’oliva di tutta la nazione.

Il clima perfetto e il basso sfruttamento dei terreni con una sostenibile ripresa per ogni ciclo di raccolto, fanno sì che l’olio EVO lucano continui a restare uno dei prodotti naturali più formidabili del nostro paese.

Infatti è grazie ai contadini lucani, che ancora oggi preferiscono nutrire e coltivare i terreni in maniera naturale, se abbiamo ancora la possibilità di ottenere un prodotto fresco, incontaminato e dalle perfette qualità organolettiche.

Ancora oggi in Basilicata è possibile apprezzare una moltitudine di oli d’oliva prodotti da tanti e diversi piccoli produttori agricoli che continuano a portare avanti le stesse tradizioni con gli stessi metodi utilizzati dai loro avi. Molti di questi sono semplicemente aziende a conduzione familiare che hanno ereditato gli uliveti che venivano utilizzati in passato per soddisfare esclusivamente le proprie esigenze.

 

Olio EVO lucano, elemento di imprescindibile presenza sulla tavola del popolo lucano

Dalla creazione di un prodotto di questo calibro, ci si aspetterebbe una presenza predominante di natura economica in questo settore. Dopotutto chi non vorrebbe approfittare nel vendere un prodotto così eccezionale?

In realtà le cose non stanno proprio così. Anzi. Gli oli extravergine d’oliva di migliore qualità sono quelli che i lucani utilizzano sulla propria tavola.

Per i lucani l’olio EVO costituisce una vera e propria tradizione gastronomica dalla quale è difficile esimersi.

 

Dalla tavola alla platea di pochi fortunati

Fortunatamente negli ultimi anni qualcuno ha deciso di portare questo fantastico prodotto anche al di fuori del perimetro della regione.

È il caso di alcuni imprenditori agricoli legati al proprio territorio che hanno sentito il dovere di condividere con tutti uno dei più fantastici prodotti che la loro regione ha da offrire.

Una delle migliori realtà lucane è senza dubbio la Cooperativa Rapolla Fiorente (sito web: www.rapollafiorente.it) che produce olio extravergine di oliva di qualità superiore.

L’olio EVO lucano è sempre stato un prodotto di altissima qualità che ha da secoli contraddistinto i sapori e la cultura di questo territorio. Oggi grazie alla volontà di questi coltivatori locali sta finalmente ottenendo il proprio riscatto.

Il 5 ottobre 2020 l’olio EVO lucano è stato inserito nel registro europeo delle IGP. Un trionfo meritato per questo prodotto che in realtà si trova solo agli inizi della propria scalata.