Frantoi della regione Puglia in provincia di Bari

Elenco degli oleifici e dei frantoi pugliesi in provincia di Bari:

 

Agri D'Amato S.a.s. di D'Amato Michele & C.
21, Via Paglizzi
70025 - Grumo Appula
Provincia di Bari

Agricoltura Progresso Societa' Coop. a R.L.
5, Via Mariotto
70038 - Terlizzi
Provincia di Bari

Agricoltura Progresso Societa' Coop. a R.L.
Snc, Strada Provinciale Terlizzi
70038 - Terlizzi
Provincia di Bari

Agride' S.r.l.
11, Traversa Crocifisso
70032 - Bitonto
Provincia di Bari

Agride' S.r.l.
Km. 118.000, Strada Statale 96
70026 - Modugno
Provincia di Bari

Agride' S.r.l.
Km. 2.000, Strada Provinciale 231 Andriese
70026 - Modugno
Provincia di Bari

Agrigioia S.a.s. di Andrea Cantore & C. Societa' Agricola
1707, Via Provinciale Acquaviva
70023 - Gioia Del Colle
Provincia di Bari

Agrigioia Specialit? Gastronomiche Pugliesi
Via Stefano Da Putignano, 2
70023 - Gioia Del Colle
Provincia di Bari

Agroalimentari del Colle S.r.l.
Via Gioia
70029 - Santeramo In Colle
Provincia di Bari

Amedolagine Alfredo Oleificio
44/52, Via Bisceglia Michele
70038 - Terlizzi
Provincia di Bari

Ancona Giuseppe Oleificio
30, Corso Garibaldi Giuseppe
70018 - Rutigliano
Provincia di Bari

Antico Frantoio Oleario di Intini Pietro
90, Via Monte Sabotino
70011 - Alberobello
Provincia di Bari

Aristeo
62/64, V. G. D. Rogadero
70032 - Bitonto
Provincia di Bari

Associazione Produttori Olivicoli
34, Via Signorile Michelangelo
70121 - Bari
Provincia di Bari

Az. Agr. Murgia dei di Mazzilli Luigi
160, Via Fieramosca Ettore
70033 - Corato
Provincia di Bari

Az. Agr. Tutino Vittorio Frantoio Oleario
35, Strada Comunale Spirito Santo
70013 - Castellana Grotte
Provincia di Bari

Azienda Agricola Annese - Prodotti Tipici Pugliesi
176, Via De Rossi
70122 - Bari
Provincia di Bari

Azienda Agricola Annese O. F.lli Sas
Km. 4.000, Strada Provinciale 113
70043 - Monopoli
Provincia di Bari

Azienda Agricola Annese Sas
355, Contrada Macchia Di Casa
70043 - Monopoli
Provincia di Bari

Azienda Agricola Fanelli Francesco Gaetano
Via Marco Polo, 3
70054 - Giovinazzo
Provincia di Bari

Azienda Agricola Mandenoil
Corso Vittorio Emanuele, 45
70028 - Sannicandro Di Bari
Provincia di Bari

Azienda Agricola Marchese De Luca S.r.l.
5/B, Zona Asi
70056 - Molfetta
Provincia di Bari

Azienda Agricola Olio D'Antonio di Farinola Angela
5, Via Caduti Sul Mare
70056 - Molfetta
Provincia di Bari

Azienda Alimentare Abbracciavento
Via Provinciale Locorotondo, 3
70011 - Alberobello
Provincia di Bari

Bari Anna Floreana
Snc, Via Alberobello
70015 - Noci
Provincia di Bari

Barile Gioacchino
1, Via Balbo Italo
70038 - Terlizzi
Provincia di Bari

Barnaba Domenico
213, Contrada Cristo Delle Zolle
70043 - Monopoli
Provincia di Bari

Barnaba L. & V. (S.N.C.)
259, Contrada Macchia Di Monte
70043 - Monopoli
Provincia di Bari

Biasi Giuseppe & C. S.n.c.
580, Contrada Antonelli Giacinto
70043 - Monopoli
Provincia di Bari

Bisceglie Pietro
Contrada San Leo
70010 - Adelfia
Provincia di Bari

Boragine Mario
18, Corso Vittorio Emanuele
70038 - Terlizzi
Provincia di Bari

Cantore Filippo
2615, Strada Vicinale S. Domenico
70023 - Gioia Del Colle
Provincia di Bari

Capotorti Vincenzo
2424, Contrada Cinque Parieti
70023 - Gioia Del Colle
Provincia di Bari

Capotorto Vincenzo
Strada Comunale Scorciabove, 770
70023 - Gioia Del Colle
Provincia di Bari

Carnimeo Alimentari Ingrosso
Via Schumann, 4/9
70126 - Bari
Provincia di Bari

Caroli Stefano
29, Via Montello
70010 - Locorotondo
Provincia di Bari

Casa Olearia Italiana S.p.a.
1, Via Bandiera Fratelli
70043 - Monopoli
Provincia di Bari

Casa Olearia Italiana Spa
Via Gian Battista Vico, 21
70043 - Monopoli
Provincia di Bari

Catalano Giuseppe
Snc, Via Degli Oleifici Meridionali
70056 - Molfetta
Provincia di Bari

Convertini Donato Francesco
20, Via Pastore Giulio
70010 - Locorotondo
Provincia di Bari

Cooperativa La Coratina Oleificio
14, Via S. Magno
70033 - Corato
Provincia di Bari

Cooperativa Olearia e Prod. Agricoli a R.L.
36, Via Gioia
70029 - Santeramo In Colle
Provincia di Bari

Cooperativa Olearia e Produttori Agricoli Soc. Coop.
2, Via Rossa G.
70029 - Santeramo In Colle
Provincia di Bari

Cooperativa Olivicultori
Via Molino Andrea
70054 - Giovinazzo
Provincia di Bari

Cooperativa Olivicultori
Snc, Traversa II Xx Settembre
70054 - Giovinazzo
Provincia di Bari

Cupertino Srl
13, Via Pertini Sandro
70010 - Locorotondo
Provincia di Bari

D'Orazio S.r.l.
Snc, Contrada S. Donato
70014 - Conversano
Provincia di Bari

D'Urso Mauro
6, Via Castoro Francesco
70020 - Toritto
Provincia di Bari

Damascelli Dr. Antonio
9, Via Bellini Vincenzo
70032 - Bitonto
Provincia di Bari

De Carlo S.r.l.
54, Via XXIV Maggio
70020 - Bitritto
Provincia di Bari

Olio di oliva biologico

Quando si parla di olio d’oliva biologico, viene immediatamente in mente la tradizione gastronomica italiana e la dieta mediterranea, di cui quest’olio pregiato è uno degli ingredienti principali, apprezzato non solo per il suo gusto inconfondibile, ma anche per le proprietà benefiche e lo straordinario contenuto di vitamine e sostanze fondamentali per il benessere dell’organismo. In realtà, quando si parla di olio d’oliva come di un’eccellenza tutta italiana e più in generale dei popoli del Mediterraneo, si intende per lo più l’olio extra-vergine d’oliva (abbreviato olio evo), ovvero la migliore qualità di olio d’oliva in commercio.

Olio extra-vergine, infatti, è un olio a bassa acidità (non supera 1%) che è “puro” nel senso che non viene mischiato con altri oli di qualità inferiore (l’olio d’oliva, per esempio, ha un’acidità che può raggiungere anche l’1,5%). Tuttavia anche tra i vari oli extravergine d’oliva esistono diverse tipologie: una delle migliori è senza dubbio l’olio biologico, da molti preferito per via della rigorosa certificazione di qualità che reca con sé e dei controlli, altrettanto rigorosi, che caratterizzano l’intera filiera produttiva, dalla coltivazione delle olive sino al raccolto, dalla produzione dell’olio al suo imbottigliamento.

Ma cosa distingue esattamente l’olio d’oliva biologico dal semplice olio d’oliva? In primis, per potersi fregiare dell’etichetta di olio biologico, un olio deve essere prodotto esclusivamente con olive provenienti da agricoltura biologica. A tal proposito esiste anche uno specifico regolamento europeo cui aderiscono la maggior parte delle aziende produttrici di oli d’oliva biologico (CEE n. 2092/91). Queste aziende utilizzano esclusivamente concimi organici e minerali naturali, mettendo al bando fitofarmaci, pesticidi, piombo, additivi, conservanti e coloranti di ogni categoria e tipologia. In altre parole l’olio d’oliva biologico rappresenta un prodotto 100% naturale, attentamente controllato in ogni fase della sua produzione e ovviamente venduto a un prezzo superiore rispetto agli oli d’oliva non biologici. Questo perché anche la salute ha un prezzo, e in molti sostengono che gli oli di derivazione 100% naturale e biologica, oltre a essere più sani perché controllati e privi di sostanze e ingredienti sintetici, sono anche più buoni, dal momento che il gusto originario dell’olio non viene in alcun modo intaccato.

Come tutti gli oli d’oliva, anche quello biologico può essere usato per cucinare, ma se si vuole apprezzarne realmente il sapore è bene ogni tanto utilizzarlo anche a crudo, magari per insaporire il pesce o la carne alla griglia o per condire verdure, insalate e pasta. Le aziende che producono olio d’oliva biologico sono sottoposte a un regolamento alquanto severo che tutela i consumatori e che riguarda non solo il prodotto in sé, ovvero prima le olive e poi l’olio, ma anche i macchinari di produzione, i quali – nel caso l’azienda produca anche olio non biologico – devono venire accuratamente lavati e sterilizzati prima di passare alla nuova produzione. Conservato in in enormi silos d’acciaio e messo sotto azoto (un metodo che serve a evitare fenomeni dannosi come l’ossidazione), l’olio biologico conserva dunque intatte tutte le sue proprietà benefiche originarie.

La mosca olearia

La mosca dell’olivo o mosca olearia, detta anche Bactrocera oleae, è una specie di mosca molto temibile che prolifera tra la fine della stagione estiva e l’inizio dell’autunno, in particolar modo nel mese di settembre, quando le temperature non sono più afose come in piena estate ma si mantengono ancora piuttosto calde, oscillando tra i 23 e i 27 °C. Chi coltiva le olive teme molto l’azione di questo tipo di insetto perché la sua puntura sui frutti li danneggia sia dal punto di vista olfattivo che dal punto di vista qualitativo e rappresenta una delle più temibili malattie dell’olivo.

In sostanza le larve della mosca olearia scavano delle gallerie all’interno delle olive per cibarsi della polpa, e così facendo non solo alterano il sapore del frutto, ma anche, di conseguenza, quello dell’olio che verrà eventualmente prodotto con quelle olive; le olive infestate dalla Bactrocera oleae, infatti, producono un olio scarso, di qualità molto scadente.

Il miglior rimedio contro la mosca delle olive è dato dalla prevenzione. Per evitare che questo insetto attacchi il proprio raccolto, danneggiandolo in maniera irreversibile, occorre monitorare attentamente l’uliveto e cercare di capire dove sono presenti le mosche, e in che quantità. Così facendo, al momento di effettuare il trattamento di disinfestazione si potrà agire in maniera mirata e dunque realmente efficace. Ma quali sono i primi segnali d’allarme, ovvero le primissime tracce del fatto che la mosca delle olive non solo è presente nel proprio uliveto in maniera alquanto massiccia, ma è già entrata in azione? I primi segni dell’attività della Bactrocera oleae si possono notare non appena compaiono i frutti. In questa occasione, infatti, dando un’occhiata alle olive appena maturate si possono notare dei piccoli puntini neri. Se non si interviene in maniera tempestiva, tali puntini si allargano progressivamente fino a interessare l’intera superficie dell’oliva, che a questo punto è completamente persa e cade dall’albero. L’attività della mosca olearia non va mai sottovalutata ed è bene intervenire sin da subito, ovvero quando si nota solo qualche puntino nero qua e là. In caso contrario, l’intero raccolto potrebbe risultare compromesso, con le olive secche e piene di vermi (ossia le larve della suddetta mosca olearia).

Le femmine della Bactrocera oleae, infatti, depongono le loro uova sotto la superficie delle olive, dando così origine a una popolazione di larve che in pochissime settimane (ne bastano tre o quattro) scavano in profondità il frutto, nutrendosi della sua polpa e diventando in breve mosche adulte pronte a divorare altri frutti. Qualora le olive non fossero così compromesse da cadere, e si riuscisse comunque a produrre una modesta quantità di olio, questo sarà di qualità pessima, poiché vedrebbe alterati i principali parametri analitici e sensoriali di valutazione dell’olio. Gli strumenti e le trappole per lottare contro questo parassita si differenziano a seconda se il tipo di coltivazione dell’uliveto in questione è tradizionale, dunque ammette l’uso di pesticidi e disinfestanti di derivazione chimica, o biologico. Nel primo caso la soluzione ideale è rappresentata dai classici insetticidi citotropici, nel secondo caso, invece, si adotteranno esche avvelenate o pesticidi bio.

Possiamo trovare olio di qualità al supermercato?

Certamente sì, ma è necessario tenere gli occhi ben aperti, leggere l’etichetta e conoscere le principali tipologie esistenti per evitare fregature, ricordando sempre che prezzi troppo bassi spesso nascondono qualcosa dalla quale è meglio diffidare.

Per chi non vuole correre rischi e preferisce andare sul sicuro, consigliamo di scegliere tra le proposte di olio extravergine di oliva DOP che in genere sono presenti nei supermercati; potete assaggiare ottimi oli regionali con la certezza di protezione del marchio che garantisce il rispetto di stringenti regole di produzione.

Soffermandoci sull’offerta di olio presente sui rimanenti scaffali, è necessario prestare maggiore attenzione ed osservare attentamente l’etichetta.
Innanzitutto assicurati che vi sia scritto “olio extravergine di oliva“, per essere certi che non si tratti di semplice olio d’oliva o olio di sansa che hanno subito una raffinazione chimica che elimina i sapori di oliva e molti dei benefici per la salute. Questa dicitura, se da una parte ci da certezza sulla tipologia di olio che abbiamo di fronte, dall’altra non può essere garanzia della provenienza delle olive e delle conseguenti qualità organolettiche. Queste ultime infatti variano a seconda della provenienza delle olive: in Spagna, per esempio, si produce un olio che presenta qualità organolettiche nettamente diverse da quello italiano.

Se sull’etichetta troviamo scritto che si tratta di una miscela di oli della Comunità Europea o prodotto da olive della Comunità Europea, deve risultarci chiaro che non ci troviamo di fronte ad un olio italiano: si tratterà di un mix di oli provenienti dal territorio europeo e anche nordafricano, probabilmente non eccezionale dal punto di vista organolettico e senza alcuna garanzia sul tipo di trattamento riservato alle olive.

Frasi come “imbottigliato in Italia” non significano che l’olio sia stato prodotto in Italia né con olive italiane. Per essere sicuri bisogna cercare l’indicazione in etichetta del luogo di produzione, ovvero un preciso frantoio. La provenienza delle olive è infatti indicata sull’etichetta. Cerchiamo olive italiane, molate a freddo, per assicurarci le migliori caratteristiche organolettiche.

Per verificare la freschezza dell’olio, controlla se è riportata la data di raccolta. Se è riportata solo la data di scadenza, scegli la bottiglia con data di scadenza dopo due anni: in questo modo ti dovresti assicurare un olio fresco e prodotto da poco.

Concludendo, quando scegli l’olio da portare in tavola, non comprare la prima bottiglia che ti capita. Osserva attentamente l’etichetta; con un po’ di attenzione riuscirai a scegliere un olio di qualità e a portare in tavola una fonte di proprietà benefiche per tutta la tua famiglia.

Combattere la stitichezza

La stitichezza è una condizione molto diffusa tra le persone. La maggioranza di noi attraversa questo problema in certi momenti della vita. Normalmente la stitichezza non dura a lungo e le cause sono spesso legate alla dieta, allo stile di vita e al non bere abbastanza acqua durante la giornata.

Una dieta povera di fibre, che sono contenute principalmente nella frutta, nei cereali e nella verdura, rende le feci dure e secche e quindi più difficili da espellere. Inoltre la carenza di attività fisica è ritenuta una delle cause principali di stipsi tra gli anziani.

Nei casi più gravi, quando dura per giorni, è bene consultare un medico poiché potrebbe essere un segnale di avvertimento e nascondere un problema ancora più serio.

Anche quando siamo colpiti per pochi giorni, questo breve periodo di tempo può essere doloroso e fastidioso.

Esistono numerosissimi farmaci che aiutano e facilitano lo svuotamento intestinale, tuttavia l’abuso e la forte dipendenza da questi farmaci possono avere un impatto negativo sulla nostra salute.

Fortunatamente la stitichezza può essere trattata efficacemente utilizzando alcuni ingredienti naturali.

Esistono vecchi rimedi, sicuri e affidabili che possono venirci in aiuto a costi accessibili. Le prugne sono probabilmente il rimedio naturale più conosciuto. Anche frutta secca, barbabietole e legumi non dovrebbero mancare nella nostra dieta per prevenire problemi di stitichezza.

L’olio di oliva, infine, è un ingrediente incredibilmente importante che gli uomini hanno utilizzato per secoli per risolvere i problemi dell’apparato digestivo.

In particolar modo, quando il problema è dovuto al non corretto funzionamento del movimento intestinale, l’olio di oliva può essere veramente efficace.

Esso contiene composti essenziali che funzionando come lubrificanti naturali, facilitano il passaggio degli alimenti digeriti nelle pareti intestinali, rendendo le feci più morbide.

Suggeriamo in questo articolo una semplice ricetta, facile da preparare, per ottenere una bevanda che può essere di grande aiuto per combattere la vostra stitichezza: unite un cucchiaio di olio extravergine di oliva ad un bicchiere di succo d’arancio. Se vi piace e volete ottenere qualcosa di maggiormente stimolante, potete aggiungere una tazza di caffè.

E’ consigliabile bere questa bevanda al mattino a stomaco vuoto per ottenere il maggior effetto lassativo. Inizialmente provate a piccole dosi per vedere gli effetti sul vostro corpo e dosate la quantità in base agli effetti ottenuti.

Il mercato mondiale dell’olio d’oliva

Il settore dell’olio d’oliva a livello mondiale e il crescente utilizzo di olio d’oliva nel settore alimentare e delle bevande implica una complessa rete di produzione, distribuzione e consumo. Le varie tendenze interconnesse e le dinamiche di questo settore sono decise da cambiamenti comportamentali dei consumatori, dalle condizioni climatiche, e dallo scenario politico. Nei prossimi anni, l’andamento del mercato dell’olio d’oliva a livello mondiale nel settore alimentare sarà deciso dal riconoscimento dei benefici per la salute dell’olio d’oliva e dalla capacità dei produttori quali Salov, Borges, Deoleo, Colavita, Pompeian, Sovena Group e Ybarra tra gli altri, nel dare una risposta strategica in grado di superare le sfide e soddisfare la sempre crescente domanda dei consumatori basandosi su di una catena di fornitura stabile ed efficiente.

Il mercato dell’olio d’oliva mondiale sta crescendo ad un ritmo sostenuto e l’olio di oliva è percepito sempre più come un elemento cardine  della sempre più popolare cucina mediterranea. Oltre alla sua importanza culinaria, la domanda di olio d’oliva è anche in aumento per gli innumerevoli proprietà benefiche ormai universalmente riconosciute, quali la sua capacità di combattere la depressione, prevenire l’osteoporosi, ridurre il rischio di cancro e malattie cardiovascolari, ecc.  Inoltre, il crescente consumo di olio d’oliva in Nord America e nella zona Asia-Pacifico sta favorendo la crescita del mercato globale. Oltre a utilizzare l’olio di oliva in vari alimenti e bevande, l’olio d’oliva viene utilizzato per i prodotti farmaceutici, cosmetici e produzione di saponi. La crescita costante di tutti questi settori dovrebbe avere un influsso positivo sul mercato dell’olio d’oliva nei prossimi anni.

Geograficamente, il mercato globale dell’olio di oliva è segmentato in Europa, Nord America, Asia-Pacifico, e il resto del mondo. L’ Europa è la regione che ha enormi impianti di produzione in paesi come la Turchia, la Grecia, l’Italia e la Spagna, tra gli altri. Attualmente, l’Italia e la Spagna detengono il 55% di quota nel mercato dell’olio d’oliva globale.

Contemporaneamente il mercato dell’olio d’oliva nella regione del Nord America sta crescendo notevolmente, con una domanda crescente da parte dei consumatori attenti alla salute. Attualmente, gli Stati Uniti sono il terzo più grande consumatore di olio d’oliva nel mondo e posseggono importanti  impianti di produzione situati in Texas, Arizona e California. Secondo gli analisti, il segmento Asia-Pacifico sta mostrando la promessa di un buon tasso di crescita per i prossimi anni, principalmente per la crescente consapevolezza e attenzione ai temi legati alla salute e al benessere tra i consumatori in Australia, India, Giappone e Cina.

Il settore dell’olio di oliva – aggiornamento febbraio 2016

Dopo un 2015 che ha visto crescere il ruolo di Grecia e Tunisia come fornitori verso l’Italia (l’importazione era quintuplicata rispetto al 2014), complice il dimezzamento degli acquisti dalla Spagna motivato dalla scarsa disponibilità della produzione 2014-2015, le prospettive del settore italiano per questo inizio di 2016 sono in deciso miglioramento.

Anche le importazioni dal Marocco, notevolmente incrementate nel corso del 2015, sono previste in diminuzione.

Le previsioni per la produzione del 2016 sono molto buone e probabilmente si riscontrerà un netto mutamento delle tendenze verificatesi nel 2015. Sia per Italia che per Spagna le produzioni sono abbondanti e pertanto si dovrebbe tornare alla normalità negli scambi internazionali.

Anche gli incrementi di prezzo verificatesi nel 2015 a causa del minore prodotto in circolazione dovrebbero lasciare il posto ad una diminuzione del prezzo legata alle abbondanti produzioni.

Al contrario la produzione della Tunisia sembrerebbe molto inferiore rispetto all’annata precedente. È in questo contesto che si collocherebbe, il contingente di 35 mila tonnellate a dazio zero di olio proveniente dalla Tunisia e che potrebbe entrare nel mercato comunitario dopo il via libera di Bruxelles.