Come scegliere un olio di qualità

Nella dieta mediterranea l’olio extravergine di oliva riveste un ruolo di primissimo piano. È essenziale perciò che ci si accerti, al momento dell’acquisto, di portare in tavola un condimento salutare e di qualità che sia frutto di un attento e scrupoloso processo di produzione.

Sono almeno tre le caratteristiche da prendere in considerazione quando ci si appresta a valutare la qualità di un olio extravergine di olio: la percezione visiva, quella del gusto e quella olfattiva. Per quanto riguarda la percezione visiva, l’unico modo per capire se un olio è di qualità è quello di versarlo in un bicchiere e vedere come si comporta. Osservandolo contro luce e ruotando il bicchiere è infatti possibile reperire informazioni sulla sua fluidità e corposità: un olio più denso è certamente un extravergine di buona qualità, mentre uno troppo fluido è probabilmente ricco di acidi grassi polinsaturi e dunque qualitativamente inferiore. Il colore è invece dettato dal grado di maturazione delle olive, oppure dal modo in cui le stesse sono state estratte: le sue tonalità possono variare, a seconda di questi due fattori, dal verde al giallo dorato. Meglio evitare un olio che presenti al suo interno dei riflessi rossastri: la loro eventuale presenza sarebbe sintomatica del fatto che non è stato tenuto, come si raccomanda, al riparo della luce, cosa che potrebbe averne alterato irrimediabilmente il gusto.

Per ciò che concerne la percezione olfattiva, annusare l’olio permette di ottenere diverse informazioni su di esso. Per farlo al meglio si consiglia di versarlo in un bicchiere e di riscaldarlo fino a che la sua temperatura non raggiunga almeno i 28°, avendo cura di tenerlo coperto con il palmo della mano. Dopodiché sarà possibile scoprire il bicchiere e inalare tutti gli aromi contenuti nell’olio. Il processo di scoperta delle componenti olfattive è graduale e richiede tempo, ragion per cui l’operazione dev’essere ripetuta più volte. Un olio che non ha un odore intenso ed avvolgente non è stato probabilmente prodotto come raccomanda la tradizione e sarebbe, di conseguenza, qualitativamente mediocre.

Non resta che soffermarsi a questo punto sulla percezione del gusto, che passa ovviamente attraverso l’assaggio. L’olio va degustato con calma e a piccole dosi, distribuendolo in tutta la bocca aiutandocisi con la lingua: saranno le papille gustative della lingua ad aiutarci a comprendere se quell’olio sia dolce o amaro, acido o salato. Meglio diffidare dagli oli che hanno un sapore acido oppure metallico e un retrogusto di cetriolo: non sono di buona qualità.

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